Toronto sul tetto del mondo

Dopo gara 6, giocata a Oakland, la formazione canadese dei Toronto Raptors conquista per la prima volta nella storia il titolo di campione della NBA con il punteggio di 4 – 2 nei confronti dei Golden State Warriors, campioni uscenti ed alla ricerca del terzo titolo consecutivo. Pur non avendo nel suo roster nessun giocatore di passaporto canadese, i Raptors sono ormai da anni rappresentativi di tutto il nord America. Una finale che era già “storica” dato che la formazione canadese, nella quale aveva militato per molte stagioni anche il “nostro” Andrea Bargnani, si era qualificata per la prima volta nella sua storia. E la mano di un italiano, Sergio Scariolo, assistent coach di Nick Nurse ed ex vincitore di scudetti in Italia e di titoli con la nazionale spagnola, è stata importante. Per arrivare al primo titolo della loro storia ai Raptors sono state necessarie oltre 2000 partite dalla loro nascita e aver segnato oltre 200mila punti.

Kawhi Leonard, l’ex stella dei San Antonio Spurs, arrivato ad inizio stagione in uno scambio che ha coinvolto anche Danny Green e Demar DeRozan, è stato il principale, ma non l’unico motivo per il successo di Toronto che nel corso della stagione ha modificato il suo roster con l’arrivo del centro spagnolo Marc Gasol. Per Leonard alla fine è arrivato anche il titolo di MVP della finale che il silenzioso giocatore aveva già conquistato nell’anno del successo dei suoi San Antonio Spurs. Leonard è arrivato a quota 732 segnati, divenendo il terzo marcatore di sempre dopo due fenomeni come Michael Jordan che ne mise a segno 759 nella stagione 1992 e Lebron James che si fermò a 748 nel 2018. Ha così ripagato la scommessa del general manager canadese, Masai Ujiri, che ha rischiato portando a Toronto un giocatore all’ultimo anno di contratto e quindi “free agent” dal prossimo 1 Luglio. Per Leonard sono stati dei playoff giocati con grande calma e tranquillità, prendendosi le responsabilità individuali nei momenti in cui era necessario, ma trasmettendo la sua sicurezza anche al resto del team. Il suo esempio è stato seguito innanzitutto da Pascal Siakam che nel corso della stagione è diventato una bella realtà ed un giocatore da quintetto base; per lui anche punti importanti e grande presenza difensiva in gara 6. Il capitano della squadra Kyle Lowry, dopo anni in cui aveva ottenuto solo delusioni, grazie alla presenza di Leonard ha potuto dare un maggiore contributo senza essere costretto ad essere il “primo violino” e anche Marc Gasol e Serge Ibaka, i due spagnoli a roster, hanno dato un ottimo contributo, stimolati dalla possibilità della conquista del titolo e spronati da quello che è il loro coach in nazionale, Sergio Scariolo.

Kawhi Leonard
Kawhi Leonard

E mentre ad Oakland si giocava gara 6, il Jurassic Park di Toronto era invaso dai sostenitori della franchigia canadese che davanti ai grandi schermi hanno potuto alla fine gioire con i loro beniamini. Per Toronto, in caso di eventuale sconfitta era comunque disponibile gara 7 da disputare sulle tavole del proprio parquet, ma il successo in trasferta ha fatto impazzire veramente tutti. Il successo dei Toronto Raptors non deve però, far dimenticare la grande stagione degli sconfitti. I Warriors hanno dovuto lottare contro una nutrita serie di infortuni che hanno colpito giocatori importanti come Kevin Durant, Demarcus Cousins e Klay Thompson, che dopo essere stato assente in gara 3, ha subito un grave infortunio al ginocchio nel corso del terzo quarto di gara 6, lasciando il parquet quando mancavano 2 minuti e 22 secondi alla fine della terza frazione con un bottino di 30 punti segnati. In gara 5 l’appena rientrato Kevin Durant si era infortunato seriamente, tendine d’Achille, dopo aver fatto vedere ottime cose nella parte iniziale del match. Per la franchigia di coach Steve Kerr, quello della stagione 2018 – 2019 sarebbe stato il terzo titolo consecutivo, e l’avrebbe introdotta in uno dei club più esclusivi, ma oltre agli infortuni ha pagato la grande voglia di successo che alimentava le azioni dei canadesi. Come le precedenti, anche gara 6 è stata una altalena di emozioni, con le due formazioni che si sono superate più volte a vicenda e con una volata finale che ha visto i Raptors imporsi grazie anche alle triple messe a segno da Fred VanVleet, Leonard e Siakam.

Il basket, si sa, vive di cicli e che questo possa essere il primo successo di una lunga serie di Toronto non è dato sapersi. Quello che sappiamo è che siamo tutti felici di aver stroncato una dittatura monotona dei Warriors, lasciando a tutti noi nuovi campioni da omaggiare.

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