Esposito e gli altri under 21 che fanno sognare l’Italia

Il calcio italiano sta bene? Lo andiamo ripetendo ormai da quasi un decennio in cui l’Italia né con i club né con la Nazionale riesce a dare un segnale di rinnovamento rispetto ai gloriosi anni duemila. Ma se volgiamo la mente alla cronaca calcistica di questi giorni, forse scopriamo qualche ottimo spunto di riflessione. Infatti, se la settimana calcistica è stata ricca di emozioni in parte è dovuto anche al giovane gioiello dell’Inter Sebastiano Esposito. Fenomeno annunciato e sperato, il diciassettenne originario di Castellammare di Stabbia è figlio d’arte, il padre Agostino infatti era calciatore. Certo respirare calcio (anche il fratello è un giocatore), vivere calcio, nutrirsi di calcio aiuta a svolgere la professione, ma in Sebastiano Esposito c’è qualcosa di più. I tifosi dell’Inter ricorderanno il suo esordio nella più assoluta malinconia contro l’Eintracht Francoforte, ma di certo è ben più viva l’immagine di Esposito che entra contro il Borussia Dortmund e gioca con una caparbietà, una malizia, una professionalità (vedi il rigore poi fallito da Lautaro Martinez) non consueta per un diciassettenne. Certo il futuro è lungo, ma il cammino del giovane interista è di quelli da far venire voglia di scommettere sul sicuro successo. Una grande fortuna, se vogliamo proprio dirla così o almeno dal suo punto di vista, è quello di essere in maniera del tutto inaspettata il vero colpo di mercato per l’Inter, un’arma oltremodo insperata nella lotta per la testa del campionato dopo gli sfortunati infortuni tra cui il più clamoroso è di certo quello del “El Niño Maravilla”.

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Moisé Kean

Ma non di solo Esposito si vive in Italia in questo momento; i giovani fenomeni nostrani sono in piena rivalutazione da parte delle società nazionali e non solo. Un mercato estero attento inizia a guardare con sempre maggior interesse quello italiano per i suoi talenti, cresciuti proprio nel momento di buio peggiore. Pensate solo che in casa Inter Esposito ha oscurato Barella e Sensi di anni ventidue e ventiquattro, due giocatori che di certo in questo momento stanno brillando (nonostante l’infortunio del secondo) nella loro prima esperienza in una squadra che lotta per i maggiori obiettivi nazionali e internazionali. E di Bastoni vogliamo parlarne? A vent’anni è già annoverato tra i salvatori della patria dopo le delusioni di alcuni big. Se l’Inter ride, certo non piange la Juventus. Accaparratasi in anni non sospetti Federico Bernardeschi, venticinquenne mica un vecchietto per capirci, la società bianconera ha cresciuto due fuoriclasse come Moisé Kean e Franco Tongya, rispettivamente diciannove e diciassette anni. Se Moisé Kean ha in qualche modo già fatto vedere molto del suo valore, Tongya aspetta ancora l’opportunità di poter dimostrare il proprio talento nella massima divisione mentre in under 16 ha già fatto cose che fanno fregare le mani alla dirigenza juventina.
Kean è stato già amato e già epurato dagli onori delle cronache sportive, ma di sicuro è solo una questione di tempi. Intanto la Juventus lo ha ceduto all’Everton, ma del resto cosa doveva fare una squadra nella cui panchina si siedono Dybala o Higuain?

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Gigio Donnarumma

Dal Milan arrivano notizie rassicuranti per il calcio italiano anche in un periodo in cui la squadra meneghina, ahimé, fatica a brillare. Donnarumma a vent’anni è ormai una certezza del calcio italiano, nonostante qualche caduta di stile ampiamente perdonabile. Con la sua forza, la sua imponenza fisica e la sua tenace imprevedibilità, il ragazzotto ventenne ha già conquistato i tifosi milanisti e della nazionale. Ceduto quest’anno al Wolverhampton, Patrick Cutrone è cresciuto nel vivaio del Milan e l’anno scorso nella squadra maggiore è stato uno dei pochi elementi di soddisfazione della pessima stagione dei diavoli milanesi. Coi suoi ventuno anni si qualifica ad essere di certo uno degli attaccanti italiani di cui sentiremo parlare di più in futuro.

Dalla bella bergamasca arrivano altrettanti motivi di gioia per il calcio italiano, grazie soprattutto a Roberto Piccolini, centravanti diciottenne che con i suoi goal si è conquistato l’anno scorso la prima squadra dell’Atalanta, realtà quest’anno più che mai solida e prolifica di risultati. Del 7 a 1 vogliamo parlarne?

ZANIOLO
Nicolò Zaniolo

Checché ne dica Capello (comunque frainteso) un’altra bella speranza del calcio italiano rimane Niccolò Zaniolo, ragazzo semplice e coi piedi per terra che senza grandi clamori si è conquistato una maglia da titolare nella squadra capitolina. Giocatore maturo nonostante i suoi vent’anni si è prodigato in molte zone del campo per i giallorossi e forse ancora deve avvenire una sua vera e propria consacrazione definitiva. Direi che il tempo è dalla sua parte però. L’arrivò di Frank Ribery sarà stato festeggiato oltre che dai tifosi viola anche da Riccardo Sottil, giovane risorsa della Fiorentina che dal campione francese avrà molto da “rubare”. Nato a Torino ma cresciuto nelle giovanili della squadra viola, Sottil è un ventenne tutto pepe, famoso per la sua foga agonistica e la sua ottima capacità tattica. Figlio d’arte ha una fortuna in più rispetto ad altri talenti citati sopra, crescere in una squadra da media classifica (almeno per il momento) gli garantirà la tranquillità giusta per poter affinare le già ottime qualità dimostrate negli anni precedenti.

Autore

Andrea Labanca
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