Mike D'Antoni

Mike D’Antoni

Nell’evoluzione del basket degli ultimi decenni, un ruolo importante è stato senz’altro rivestito da un personaggio italo-americano che ancora oggi continua a campeggiare sui parquet statunitensi. Stiamo parlando di Mike D’Antoni, un uomo che vuole ancora ottenere successi in uno sport che gli ha dato tanto e al quale, forse, ha dato ancora di più.

Breve biografia di Mike D’Antoni

Nell’analizzare il ruolo importante che un coach del genere ha rivestito e riveste nel magnifico gioco del basket, non si può non partire dalla sua carriera sia come cestista che come manager. Nato a Mullens, in Virginia Occidentale, l’8 maggio 1951, Mike viene preso al Draft NBA 1973 come ventesima scelta dai Kansas City-Omaha Kings e inizia così il suo lungo percorso nel mondo del basket. Tuttavia, la sua esperienza da cestista nella lega è piuttosto fugace, dato che si limita a tre stagioni con lo stesso team e solo due partite con i San Antonio Spurs. Molto più rilevante è invece, l’impatto con il suo paese originario, l’Italia. Milita per ben tredici anni nell’Olimpia Milano ed è un play maker di alto livello. Vince cinque scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa Korac e due Coppe Italia prima di intraprendere una lunga carriera come coach. Ed è proprio qui che Mike D’Antoni si consacra quale figura imprescindibile per il basket moderno, capace di lasciare un’impronta pressoché indelebile. Tutto ciò non è dovuto soltanto ai due scudetti vinto in Italia con la Benetton Treviso, le sue esperienze tra Denver, Portland, Phoenix, New York, Los Angeles Lakers, Philadelphia e Houston, ma anche ad un modo particolare di mettere in campo e far girare le sue squadre. Mike non ha mai rinunciato alla ricerca del massimo spettacolo che fa seguito ad una serie di idee considerate rivoluzionarie da buona parte degli esperti e degli appassionati del basket che hanno potuto constatarne le qualità.

L’importanza di Mike D’Antoni nel basket moderno

Il 2002 può essere considerato come l’anno fondamentale della storia recente di Mike D’Antoni. L’ex cestista viene assunto come vice di Frank Johnson ai Phoenix Suns e ne diventa capo-allenatore poco tempo dopo, assumendone la piena guida. Dopo un primo anno dal record ampiamente negativo, dovuto anche alle repentine cessioni di giocatori del calibro di Penny Hardaway e Stephon Marbury, viene confermato e richiede l’acquisto di un play maker capace di far muovere al meglio la propria squadra. Viene così comprato il canadese Steve Nash, con il quale riesce a dare forma alla squadra considerata più frizzante e spettacolare dell’intera lega basket americana. Con un team formato dal centro adattato Amare Stoudamire, dall’ala grande adattata Shawn Marion, dagli specialisti del tiro da tre Quentin Richardson Joe Johnson e dal subentrante di successo Leandro Barbosa, D’Antoni riesce a far divertire il pubblico e strabuzzare gli occhi persino alla critica. Il suo è uno stile di gioco all’insegna dei ritmi ossessivi, con spaziature e pick & roll a volontà e la capacità di mettere in difficoltà ogni genere d’avversario. Resta alla guida dei Suns per altri quattro anni, in tre dei quali la sua squadra vanta il miglior attacco. Con lui Nash vince il titolo di MVP per due volte e svariati altri premi vengono conquistati dai cestisti più rappresentativi. Perché ci siamo concentrati proprio su Phoenix? Perché la maggior parte del grande successo di Mike D’Antoni nasce proprio da qui. Viene considerato come un autentico guru dell’NBA e cerca di portare lo stesso modo di pensare ai New York Knicks, ma senza grandi soddisfazioni. Non riesce ad essere fortunato neanche ai Los Angeles Lakers, con diversi problemi che coinvolgono l’uomo franchigia Kobe Bryant. Nonostante ciò, Mike non lascia mai in secondo piano la forza delle sue idee e manifesta il suo obiettivo di applicarle a prescindere sugli schemi di gioco, anche quando ha a che fare con giocatori ben poco propensi ed adattabili.

Il suo è uno stile di gioco all’insegna dei ritmi ossessivi, con spaziature e pick & roll a volontà e la capacità di mettere in difficoltà ogni genere d’avversario.

Le prossime intenzioni di Mike D’Antoni

Mike D’Antoni, in virtù dei suoi successi ottenuti sia in Italia che negli Stati Uniti, viene definito anche come l’eroe dei due mondi. Un appellativo conquistato grazie alla sua elevata incidenza sul basket moderno, dovuta ad un carattere forte e in grado di non piegarsi a nulla. Nonostante da un po’ di tempo si sia tolto i suoi baffi, autentico tratto caratteristico della sua personalità, il coach ha assunto una maggiore serenità verso il presente e il futuro. Nonostante ciò, l’allenatore vuole continuare a sorprendere e non ha alcuna intenzione di mollare la presa con la chance di raggiungere traguardi inesplorati anche grazie ad un talento come James Harden, già MVP nel 2018 e pronto a bissare l’ambito trionfo. Nel corso dei prossimi anni, Mike D’Antoni potrebbe continuare a dare la sua impronta a Houston o cercare nuove strade. Ancora non c’è dato saperlo, ma di sicuro la sua impronta su uno sport così meraviglioso viene universalmente riconosciuta.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<

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