iron maiden west ham

Da Ronaldo agli Iron Maiden, chi disegna le magliette delle squadre di calcio?

Un business neanche troppo secondario che ruota intorno al mondo, già ricchissimo, del pallone é quello delle magliette di calcio. Questione di soldi certo, ma anche di nomi (dei giocatori che le indossano) e non da ultimo anche di chi le disegna. Per parlare di soldi prima di tutto é necessario parlare di numeri per accorgersi immediatamente che non stiamo certo parlando di bruscolini, come si suol dire. Per partire dalle più vendute dobbiamo allontanarci dall’Italia per un momento, almeno per qualche posizione.

La maglietta di calcio più venduta al mondo é quella del Manchester United che svetta sulle altre squadre internazionali con ben 4.950.000 di pezzi venduti, poi si atterra in Spagna dove Real Madrid e Barcellona smerciano circa 2 milioni di pezzi. Al quarto posto si piazza il Bayer Monaco con poco di meno di due 2.000.000 magliette vendute. Per arrivare in Italia dobbiamo scendere alla nona posizione dove troviamo la sola Juventus a difendere la posizione con 1.300.000 magliette vendute. Scendendo ancora troviamo Milan e Inter che si attestano intorno alle 200.000 magliette vendute. Un business non indifferente, come capirete dai numeri, in cui i singoli nomi giocano buona parte della cifra totale. Nota la polemica che ha accompagnato l’arrivo di Ronaldo; il portoghese col suo sbarco in Italia raddoppiò le vendite della casacca bianconera, per la (pare) arrabbiatura di Dybala che si era visto scavalcare in questa particolare classifica di gradimento. Di sicuro il portoghese é un mostro assoluto della faccenda perché, al momento della stesura di questo pezzo, le magliette con stampato il nome di Ronaldo superano i numeri di tutti gli altri assi del calcio mondiale, ovvero Pogba, Messi (solo terzo), Salah e Neymar, per citare i primi posti. Nessun italiano, ahimè, all’ex capitano della Roma Francesco Totti é attribuito un aneddoto davvero toccante riguardante le “sue” magliette. Giuliana Sgrena infatti, raccontò che uno dei suoi carcerieri rimase colpito quando vide Totti scendere in campo con la maglietta “Liberate Giuliana”. In quella situazione davvero buia, Francesco Totti con la sua sana forza ingenua sembrò portare una ventata di cambiamento, drammatica occasione che poi per fortuna si risolse con una rocambolesca liberazione della giornalista italiana.

Per arrivare in Italia dobbiamo scendere alla nona posizione dove troviamo la sola Juventus a difendere la posizione con 1.300.000 magliette vendute.

Ma tornando a bomba sul tema calcistico, che Dio ci perdoni, le magliette delle squadre di calcio non sono solo un business legato ai nomi di chi le porta o ai colori sociali. Anche chi disegna le magliette o chi le firma é importante. Recentemente, sempre grazie alla Juventus, le cronache italiane hanno accolto con polemica la sparizione delle classiche striscia bianco-nere in favore di un damascato sempre in bicromia. Polemiche talmente vive al punto che il loro designer Inigo Turner si é voluto difendere dicendo che la nuova geometria della maglietta era una proiezione verso il futuro, forse ancora precoce ma di sicuro antesignana di un avvenire vicino e concreto.

Ma se in casa Juventus (soprattutto i tifosi) le polemiche non sono mancate, in casa Real Madrid é andata anche peggio. Alla presentazione del prototipo della camiseta blança, sempre firmata Adidas, gli inserti rosa sulle maniche e sul petto rosa sono stati accolti con grande sconcerto dai tifosi realisti. Forse troppo machismo da parte dei tifosi madrileni? O forse troppo avanguardismo da parte di Adidas? Lo vedremo. Di certo non sono mancati stilisti importantissimi nella storia del calcio, solo per citare qualcuno, da Hugo Boss a Renzo Rosso, molti stilisti si sono cimentati col calcio, disegnando le magliette o il dress code di squadre importanti. Ma di sicuro la notizia più divertente a questo proposito é quella registrata qualche giorno fa dai giornali inglesi che hanno raccontato l’incredibile scelta del West Ham, la squadra più rock di Londra si definiscono, di far disegnare una speciale maglietta al bassista degli Iron Maiden Steve Harris, noto fan sin dall’infanzia della squadra. Pare che una partnership fosse già nata quasi per caso qualche mese prima in occasione di un concerto della Vergine di Ferro in città che avrebbe fatto lievitare le vendite della maglietta rosablu. Con la scusa il rapporto si è rafforzato fino a farlo diventare un vero e proprio accordo commerciale sancito da questo video, se non splendido almeno divertente, in cui si pubblicizza l’operazione.

La musica deve essere cosa seria del resto in casa Iron Maiden se l’anno scorso il leader della band, Bruce Dickinson ha addirittura capitanato un aereo turistico per poter assistere alla partita Napoli – Liverpool proprio nel capoluogo partenopeo.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<