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Messi a Milano?

Perché sì e perché no a un’operazione che potrebbe cambiare per sempre l’immagine dell’Inter e di tutto il calcio italiano

Il giorno di Inter-Napoli l’attenzione mediatica non è stata catturata tanto dalla partita in sé quanto da quello che è successo grazie a un’iniziativa pubblicitaria di Pptv, l’emittente di proprietà del gruppo Suning che detiene i diritti della Serie A in Cina. Il fatto è ormai noto: il canale televisivo, per promuovere l’evento sportivo, ha lanciato uno spot pubblicitario dove si poteva ammirare il Duomo di Milano sulla cui facciata veniva proiettato un calciatore di spalle che aveva tutte le caratteristiche di Lionel Messi intento ad esultare dopo aver segnato una rete. Lo spot ha scatenato le chiacchiere di mercato che vorrebbero la Pulce come prossimo grande acquisto nerazzurro, un sogno di mercato tornato a riempire le pagine dei giornali sportivi italiani e non solo. I rumors sono alimentati anche dal fatto che il padre di Lionel Messi, Jorge, ha appena spostato gli uffici della sua società, attraverso la quale cura gli enormi introiti del figlio, a Milano, in zona Porta Garibaldi, a pochi passi dalla nuova sede della società nerazzurra. Il motivo di questo trasloco, al momento, è solo per mere questioni fiscali, dati i diversi problemi che Messi ha avuto con il fisco spagnolo.

messi inter

Questa mossa di Pptv non solo ha creato il caos sui social, dove gli utenti sognatori hanno iniziato a fantasticare sull’imminente sbarco dell’argentino nella nostra Serie A, ma ha anche dato da pensare sulla fattibilità reale di un affare del genere, mastodontico sia a livello tecnico che, soprattutto, economico. Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, imbeccato sulla questione a pochi minuti dal fischio d’inizio della sfida con il Napoli, è stato piuttosto sibillino, dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un lato ha smentito categoricamente la fattibilità di un affare di questa portata economica, lasciando intendere che in tempi di era post-Covid è praticamente impensabile che una qualsiasi società sportiva italiana possa permettersi l’ingaggio del pluri pallone d’oro. Ma le sue dichiarazioni sono state rimpolpate dalla frase: “Per portare Messi via dal Barcellona, servono dei fattori straordinari“. Che, tradotto, significherebbe avere dalla parte dell’Inter un impegno diretto della proprietà chiamata a partecipare attivamente all’investimento per il bene della società, del suo marchio e, naturalmente, dei suoi risultati sportivi. Solo un paio di anni fa, nell’estate 2018, pochi credevano alla possibilità di vedere Cristiano Ronaldo, fresco campione d’Europa, in un’altra città che non fosse Madrid. Invece, il suo futuro si è tinto di bianconero, con la Juventus che ha affrontato un affare notevole per cifre, ma che ha sicuramente alzato la considerazione internazionale nei confronti del club.

ronaldo juve

E l’Inter potrebbe imbarcarsi in un’operazione simile? Cerchiamo di mettere insieme i pezzi e capire perché sì o perché l’ingaggio di Messi può considerarsi un’ipotesi più o meno folle. Partiamo dai motivi per cui l’Inter farebbe bene a portarsi Messi in neroazzurro. In primis, per un discorso legato alla visibilità che il gruppo Suning guadagnerebbe a livello planetario. L’ingaggio di un super campione del calibro dell’argentino darebbe una spinta non indifferente al marchio Suning per la sua diffusione in Europa prima e nel mondo intero poi. L’arrivo di un giocatore come Messi porterebbe, di conseguenza, nuovi investitori, sponsor e aziende disposte a versare nelle casse neroazzurre cifre utili a pagare l’ingaggio di un giocatore così costoso. Ma veniamo alle note dolenti, ovvero i costi economici di un affare del genere. Messi ogni anno guadagna 35 milioni di euro netti più bonus con i quali potrebbe virtualmente arrivare a 89,14 milioni di euro. Tra ammortamento e stipendio lordo l’Inter dovrebbe stimare 72,1 milioni di euro annui solo per tenersi in squadra Messi. A questo punto bisogna chiedersi come possa l’Inter affrontare una spesa del genere ogni anno, considerato che il giocatore più pagato della rosa, Lukaku, ha uno stipendio di 13 milioni all’anno. Vero che l’Inter è uscita dai paletti che l’Uefa impone alle società per mantenersi sostenibili, ma è un attimo rientrarci. Secondo le regole del Fair Play finanziario le società sportive non possono accumulare il tetto massimo di perdite fissato a 30 milioni di euro in 3 anni, che da quest’anno verrà esteso a 4 esercizi, per via delle conseguenze legate allo stop-Coronavirus. Il prossimo monitoraggio riguarderà le stagioni 2017/18, 2018/19 e le stime del 2019/20 e 2020/21, aggregando i risultati di bilancio delle prime due stagioni alla media dei risultati delle ultime due. Insomma, l’Inter per garantirsi Messi dovrà lavorare attentamente sui previsionali di fatturato dei prossimi anni, considerando che quello di questa stagione subirà una contrazione per la pandemia.

Jindong Zhang
Jindong Zhang, patron del gruppo Suning

Una mano a Suning potrebbe arrivare dalle sponsorizzazioni. Adidas, che ha in Messi il suo uomo immagine, da mesi fa la corte per sostituire Nike come partner tecnico, il cui contratto scadrà nel 2024. L’azienda tedesca potrebbe soppiantare il competitor americano e mettere fine ad un sodalizio che va avanti dalla stagione ’98/’99. Capitolo main sponsor: il rapporto con Pirelli è destinato a ridimensionarsi, liberando un posto come sponsor principale a un’altra realtà già legata al gruppo Suning e disposta a versare molto più di quanto non faccia il produttore di pneumatici al momento. Un nome? Samsung, da tempo una delle principali indiziate a posizionare il proprio marchio sulle maglie nerazzurre già dalla prossima stagione. Se parliamo invece, di motivazioni sportive che potrebbero spingere Messi in Italia, oltre ad aprire un nuovo capitolo della rivalità con CR7, potrebbe essersi materializzato il pensiero della conclusione del ciclo vincente del Barcellona. La società è alle prese con grossi problemi economici e ben noti sono gli screzi tra il giocatore ed il presidente del club blaugrana, Bartomeu. Ma perché proprio l’Inter? Perché in Italia, oltre all’Inter, non ci sono altre pretendenti. La Juventus, che sì ha le spalle coperte, sta lavorando per ripianare il bilancio a furia di operazioni di plusvalenza e in casa ha già (oltre allo stipendio di Ronaldo) anche una serie di ingaggi piuttosto pesanti. Suning è un colosso e ha capito che per puntare in alto deve cercare di portare a Milano i migliori in assoluto. E per un giocatore del genere sarebbe disposto a fare un sacrificio impegnativo perché, è bene ricordarlo, la famiglia Zhang se c’è necessità di spendere ha sempre dimostrato di poterlo fare. A volte male (vedi i casi Joao Mario e Gabigol), ma lo hanno comunque fatto.

Gabigol
Gabigol, grande delusione targata Suning

Chi non crede in questa possibilità mette sul tavolo: il costo elevato (vedi sopra anche discorso fair play finanziario); l’età (Messi è un classe 1987); e la difficoltà di inserirsi nelle dinamiche di gioco di Conte (sarà capace Messi a fare quello che viene chiesto a Lautaro?). Tutti appunti logici, ma che hanno un limite di fondo: se una società come Suning vuole per l’Inter il meglio e può sostenerlo, l’affare si farà. Ci sono buone speranze perché questo avvenga al di là delle dichiarazioni di Marotta e le pubblicità che girano in Cina. A proposito, le dichiarazioni dell’ad nerazzurro assomigliano molto a quelle su Ronaldo ai tempi della Juventus e un’operazione pubblicitaria del genere (quella di Pptv) era stata fatta anche per Tonali che ad oggi sembra molto vicino all’Inter. Nessuno di noi ha la sfera di cristallo e può dire se Messi andrà all’Inter. I conti da fare sono tanti e, prima di tirare le somme, servirà bene valutare i costi e i ricavi di questa operazione che, se dovesse andare in porto, potrebbe cambiare per sempre il volto del calcio italiano.

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Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<

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