pagelle serie a

Tempo di pagelle in Serie A, ecco i migliori e i grandi esclusi dai premi

Con la conclusione del campionato di Serie A più lungo di sempre (fischio d’inizio il 24 agosto 2019 e chiusura definitiva targata 2 agosto 2020, con in mezzo una pausa lunga 3 mesi causa emergenza Coronavirus) è tempo di bilanci e pagelle. La Lega calcio – grazie a una ricerca basata sulle statistiche di Stats Perform e sui dati di tracking registrati da Netco Sports – ha premiato i migliori calciatori per ruolo. Scelte che, in alcuni casi, hanno fatto discutere.

Portiere

Wojciech Szczesny, estremo difensore della Juventus, è sicuramente uno dei migliori interpreti del ruolo, ma quest’anno i bianconeri – in controtendenza rispetto alla loro storia – hanno ballato un po’ troppo. 43 le reti subite in 38 partite, 7 in più rispetto alla miglior difesa della stagione, quella dell’Inter che ha contato un totale di 36 gol incassati. La logica direbbe che la squadra che ha subito meno reti è quella che ha anche il miglior portiere. Vero, ma non sempre è così. Samir Handanovic, capitano e portiere dell’Inter, nonché miglior portiere della scorsa stagione, ha sì salvato i nerazzurri in diverse occasioni, ma in alcune giornate ha dimostrato di aver perso un po’ di smalto rispetto alle annate passate. Anche Thomas Strakosha (Lazio) ha subito meno reti di Szczesny (42) e le sue prestazioni sono state quasi sempre convincenti, ma il cammino trionfale dei biancocelesti fino a marzo non era stato costruito tanto sulla difesa, quanto sulla capacità offensiva degli uomini di Inzaghi. Anche il Milan non ha subito tantissimo, anche e soprattutto grazie alle prestazioni di Gianluigi Donnarumma, ragazzo prodigio che con le sue parate e il suo rendimento sempre più costante ha portato molti punti e salvato i suoi da più di una sconfitta. Menzione d’onore anche per Juan Musso, estremo difensore dell’Udinese: il nazionale argentino ha difeso la porta della squadra che, tra le ultime 10 della classe (i bianconeri sono arrivati tredicesimi, alla pari con il Cagliari) ha subito meno reti, (51, come la Roma giunta quinta) anche e soprattutto per merito del suo portiere che ha dimostrato spettacolarità tra i pali ma anche grande controllo di tutto il reparto di difesa. Quindi, di fronte alle prestazioni dei rivali, qualche dubbio sul premio assegnato a Szczesny rimane.

View this post on Instagram

What a feeling!!🏆🇮🇹

A post shared by Wojciech Szczesny (@wojciech.szczesny1) on

Difensore

Stefan De Vrij è stato la colonna della linea a 3 di Antonio Conte e dell’Inter, la meno battuta di tutto il torneo. L’olandese, nonostante qualche piccolo errore, si è meritato il riconoscimento. Il suo contributo in fase offensiva, inoltre, è stato anche in questa stagione determinante: 4 reti e 3 assist per i compagni, nessuno come lui in Serie A. Ma come De Vrij, ci sono stati anche altri difensori autori di stagioni eccezionali che però non sono stati premiati. Menzione speciale a Theo Hernandez, arrivato da semisconosciuto in Serie A e diventato presto un treno sulla fascia sinistra rossonera e leader della formazione. Destino diverso per un altro debuttante nel nostro campionato: De Ligt, pagato molto più di Theo e insignito come nuova colonna della difesa bianconera, ha sicuramente sofferto di più l’adattamento al calcio italiano. Quest’anno è andata così, ma il ragazzo è giovane e avrà modo di rifarsi presto. Francesco Acerbi, invece, per diversi mesi è stato di gran lunga il miglior difensore della Serie A, ma poi il suo rendimento è calato insieme a quello di tutta la Lazio. Loro tre, De Vrij, Acerbi e Hernandez, sono stati sicuramente i migliori interpreti del ruolo sia dal punto di vista difensivo che offensivo, portando alle loro squadre punti importanti grazie al contributo in entrambe le fasi di gioco. Anche se qui, è giusto specificarlo, non si spiega l’assenza di un giocatore come Robin Gosens, fulmine del lato sinistro dell’Atalanta di Gasperini. Il tedesco è stato uno dei difensori più prolifici d’Europa e per portarlo via da Bergamo, molto probabilmente, scatterà l’asta continentale. Tirando le somme: De Vrij giustamente premiato come top, ma subito dietro una menzione d’onore a Theo Hernandez, un ragazzo con un futuro da campione all’orizzonte e Gosens, autore di una stagione straordinaria.

Centrocampista

Papu Gomez miglior centrocampista del torneo è un riconoscimento al gioco corale dell’Atalanta. Tecnicamente l’argentino è come il buon vino, più invecchia e più è buono. Umanamente, Gomez si è caricato sulle spalle il ruolo di capitano non solo dei nerazzurri, ma anche della città di Bergamo, con la quale ha instaurato un legame che appare inscindibile, rafforzato da tutto quanto di tragico è accaduto durante l’emergenza Coronavirus. Il Papu quest’anno ha arretrato il suo raggio d’azione, diventando quasi un regista, senza però perdere la sua capacità di mandare in gol i compagni e a sua volta essere letale sotto porta. Menzione d’onore anche per Luis Alberto, autore di una stagione sontuosa. Il centrocampista laziale ha regalato vere perle da lasciare a bocca aperta tutti gli appassionati di calcio, indipendentemente dalla squadra per cui fanno il tifo. Gomez e Luis Alberto, insieme, hanno servito 29 assist da gol per i compagni: 15 a 14 per il laziale, ma riconoscimento giusto e meritato per il Papu, ormai non più solamente buon giocatore e simpatico burlone sui social, ma uomo vero e degno sostenitore della causa bergamasca in Italia e in Europa.

Attaccante

Impossibile non premiare Ciro Immobile, scarpa d’oro 2020 davanti a mostri del calcio come Robert Lewandowski e Cristiano Ronaldo. I 36 gol del biondo 17 laziale hanno trascinato i ragazzi di Inzaghi per la maggior parte della stagione e sono sotto gli occhi di tutti, come i 10 rigori realizzati che hanno fatto storcere il naso ai criticoni per partito preso. Rigori sulla cui reale entità si può discutere, ma Immobile è sempre stato bravo a batterli e a buttare il pallone in fondo alla rete sempre e comunque. Di fronte a numeri del genere nulla ha potuto Romelu Lukaku, debuttante in A e autore alla prima stagione di 23 reti. Meglio di lui, nella storia nerazzurra, solo Ronaldo (il Fenomeno) con 25 gol nel 1997/98 e Istvan “Stefano” Nyers, bomber ungherese autore di 26 reti nel lontano 1948/49. Immobile si è anche difeso da un altro colosso del reparto, quello Zlatan Ibrahimovic che, dal suo ritorno nella Milano rossonera, è riuscito a trasformare a suon di gol e assist un Milan da brutto anatroccolo a maestoso (e imbattibile) cigno. Premio quindi, meritato per Ciro Immobile; peccato, però, per l’Italia. Aver avuto un attaccante così in fiducia nell’anno dell’Europeo avrebbe fatto molto comodo.

View this post on Instagram

Ho amato questo sport fin da bambino ed è stato proprio l’amore e la passione per il calcio che mi hanno portato ad osare e credere sempre fortemente ogni volta di più nei miei sogni. Spingere la così detta asticella sempre più alto non è stato semplice. Ringrazio mia moglie che mi ha tenuto per mano e supportato e sopportato nei giorni più difficili , i miei figli che mi hanno fatto sorridere anche quando le cose non andavano bene. Ringrazio i miei genitori e mio fratello perché mi hanno insegnato il sacrifico e l’umiltà regole che valgono prima nella vita e poi nello sport. Grazie a tutta la dirigenza al mio mister e al suo meraviglioso staff , a tutte le persone che lavorano intorno a noi che mi hanno fatto sentire speciale dal primo giorno che ho messo piede a Formello. Ma sopratutto un grazie enorme va a voi amici siete davvero i compagni di squadra migliori che potessi avere e grazie ad ognuno di voi tutto questo è stato possibile vi voglio bene💙. Non ultimi i tifosi grazie per l’affetto che avete dimostrato dal primo giorno che sono arrivato mi avete accolto come figlio della vostra città e mi avete spinto a dare il massimo per questi colori. È passato un altro anno molto più difficile ma non per noi ma per tutte le persone che hanno lottato per noi e per i nostri bimbi e nei periodi difficili grazie al loro lavoro ci hanno fatto guardare avanti con fiducia ❤️ grazie per tutti i messaggi che ho ricevuto dai miei compagni di nazionale e da tutti i tifosi che amano questo sport. Vi abbraccio

A post shared by Ciro Immobile (@ciroimmobile17) on

Miglior giovane

Dejan Kulusevski, giocatore del Parma già acquistato dalla Juventus per la prossima stagione. Il prodotto del vivaio dell’Atalanta, classe 2000, ha senza dubbio stupito tutti, ma non è l’unico giovane ad essersi messo in luce quest’anno. Musa Barrow, ora al Bologna, ha fatto vedere numeri importanti e segnato 9 reti nel solo girone di ritorno; Lautaro Martinez, per buona parte della stagione, ha trascinato l’Inter andando in gol per 14 volte; Jeremie Boga è esploso definitivamente con la maglia del Sassuolo e ha trascinato i neroverdi a una stagione da metà alta di classifica grazie ai suoi dribbling ubriacanti, la sua velocità supersonica e 11 gol che non sono pochi per un giocatore che agisce spesso lontano dalla porta. Nicolò Zaniolo, vincitore del premio come miglior giovane della stagione 2018/19, ha dimostrato nelle ultime uscite di aver superato alla grande l’infortunio che lo ha fermato. Chissà, senza il crack al ginocchio, avremmo potuto assistere a un bis? Probabilmente sì, ma alla fine ha vinto Kulusevski, anagraficamente il più giovane dei citati e meritato vincitore.

MVP

Paulo Dybala, Juventus, di gran lunga il calciatore più di classe di questa Serie A. Giusto premiarlo per due motivi: l’estate scorsa sembrava destinato a partire e che Sarri non avesse un posto per lui nel suo 433; non si è fatto influenzare dalla presenza di un fenomeno del livello di Cristiano Ronaldo, al quale ha lasciato quasi tutti i calci di rigore ma nei confronti del quale non ha mai abbassato la testa, anzi. Se la Juventus ha vinto il campionato, una bella fetta del merito va a lui, e su questo ci sono ben pochi dubbi.

View this post on Instagram

🖐🏻 5 anni 5 scudetti! Grazie a tutti!

A post shared by Paulo Dybala (@paulodybala) on

La festa, dunque, è finita. Gli amici se ne vanno. E qualcuno rimane a bocca asciutta: Ilicic e Muriel, Insigne e Mertens, Rebic e Cahlanoglu, Chiesa e Ribery. Tutti loro, chi più chi meno, ci riproverà l’anno prossimo. Questo campionato più lungo di sempre ha lasciato l’amaro in bocca a tanti, troppi protagonisti che, quest’anno, non sono riusciti ad esprimersi sui loro massimi livelli, ma siamo sicuri torneranno a farlo prestissimo. Anche perché tra poco più di un mese… si ricomincia!

About

Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<

Altre storie
CALCIO DI RIGORE
Il calcio di rigore