Pecco Bagnaia

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Dietro un grande risultato c’è sempre un grande lavoro fatto di sacrifici, dedizione, resilienza e grande passione. A Misano, domenica scorsa, è andato in scena uno spettacolo memorabile per il motociclismo italiano, Franco Morbidelli, primo frutto dell’Academy è riuscito a vincere un Gran Premio di MotoGP e dietro di lui, un gigantesco secondo posto di Pecco Bagnaia. Perché gigantesco? Perché Pecco rientrava da un pesante infortunio (frattura piatto tibiale) ed è riuscito a rimontare e resistere fino al traguardo nonostante il dolore della gamba e la fatiche, estreme, della gara. Noi di Zeta abbiamo chiacchierato con Pecco proprio prima di questo incredibile podio. È come se fossimo in un film di Nolan in cui il tempo è completamente ribaltato o ribaltabile. Pecco è già secondo al primo GP di Misano, ma ancora non lo sa. Nel frattempo però ci racconta del recupero: «Sta andando bene, anche se ho preso una bella botta. Ho lavorato tanto con i fisioterapisti per rimettermi in sesto e provare a correre al Gran Premio di casa. Che è di casa anche per me che sono piemontese».

Pecco Bagnaia

Prima di parlare di oggi e del futuro, voglio fare un passo indietro, forse un po’ doloroso, per tutti. Com’è stato viverti di più la casa e gli affetti e stare lontano dalle gare?

Faticoso. Mi è mancato proprio questo, la quotidianità. Io non mi posso lamentare. Sono stato con la mia fidanzata, siamo stati bene, ma è stato un momento difficile. Ché poi ci han chiuso proprio il giorno prima che partissimo per Losail, dovevamo fare la prima gara e invece stop. Tutto rimandato. Però, direi che è andata bene così. Purtroppo quello che è successo è qualcosa che nessuno poteva davvero tenere sotto controllo o gestire. Tutti noi italiani abbiamo sofferto, anzi in tutto il mondo. Abbiamo tenuto duro e adesso, piano piano, stiamo tornando a riprenderci la nostra vita. Questo è molto importante.

Questa volta io e Pecco ci sentiamo al telefono, ma la prima volta che ci siamo visti era per un’intervista e uno shooting fotografico. Ogni volta che cambiava abito e scarpe mi diceva, “queste me le tengo”, perché Pecco è un grande appassionato di abbigliamento. O meglio, gli piace vestirsi bene e soprattutto far vedere la sua grande collezione di scarpe.

Anche durante il lockdown mi sono preso alcune sneakers, me le facevo mandare a casa e non vedo l’ora di metterle. Ne ho prese tante. Mi piacciono soprattutto le Jordan. Ho iniziato ad appassionarmi alle Air Jordan 1 due anni fa. Ho anche l’app, quella della Nike, ma non si riesce mai a vincere niente. Peccato.

Pecco Bagnaia

Lasciamo gli abiti negli armadi, adesso, e mettiamoci la tuta da gara, che poi è il capo d’abbigliamento preferito da Pecco, ripercorrendo il Gran Premio di Andalusia, quando era al secondo posto dietro soltanto al francese Fabio Quartararo. A un certo punto, però, qualcosa non funziona: è il motore. Rotto.

Ero furioso, urlavo “noooo” dentro il casco. Ma poi ho pensato che potevo solo essere deluso per aver avuto sfortuna, perché alla fine sono cose che capitano nelle gare ed è stato bello finché è durato. Però, siamo contenti perché abbiamo fatto vedere che siamo pronti per conquistare dei piazzamenti importanti. E dobbiamo continuare a lavorare.

(E mi pare che lo abbiamo già fatto vedere. Ecco, questo è un momento alla Tenet, l’ultimo film di Nolan, lo avete visto vero?).

La Ducati, però, non sta andando bene come gli altri anni e forse uno dei motivi è proprio il dissapore che si percepisce forte tra Dovi e la Rossa.

Ero davanti alla tivù, stavo facendo fisioterapia e ho sentito la notizia della scelta di Andrea di non rinnovare e quindi di lasciare la sella del 2021 vacante. Sono rimasto spiazzato, poi però ho pensato che sarebbe un sogno andare nel team ufficiale. Comunque, ho ancora due anni di contratto con Ducati, ma ancora non so in quale team e con quale compagno. Se dovessi essere di nuovo il compagno di Miller sarei al settimo cielo.

Pecco Bagnaia

Ma tornando alla pista e alla classifica, Pecco è convinto di una cosa.

Quest’anno, anche con la presenza di Marquez, non sarebbe cambiato nulla. È un anno strano dove si sono ridotti i gap e dove gli pneumatici fanno una grande differenza. Devi guidare in modo diverso. Magari Marc avrebbe vinto, ma secondo me non avrebbe fatto la differenza come nelle passate stagioni.

Il Gran Premio di Misano è quello di casa, anche perché quest’anno il Mugello non ci sarà. E il Mugello è un po’ la casa di tutti gli italiani, però Misano è una tappa importante: «Mi piacerebbe chiudere almeno la gara. Arrivare in fondo. Con la gamba così, direi che è giù un buon obiettivo» – dice Pecco con un accento romagnoleggiante. Lo sai che ormai parli come un romagnolo vero? – dico io – «Sì, ormai da qualche anno ho perso la cadenza piemontese. È tanto tempo che sto qui in Romagna, ma quando mi incazzo qualche parola nel mio dialetto di origine la dico. Quando ci arrabbiamo alla fine esce la nostra anima, senza filtri e mi fa ridere ma anche un po’ impressione.

Pecco Bagnaia

Questa domenica si torna in pista, ancora una volta a Misano per il Gran Premio dell’Emilia-Romagna, noi non diciamo niente, ma ci piacerebbe che sul quel primo gradino del podio possa salire ancora una volta un italiano dell’Academy di Valentino Rossi, magari vestito di rosso Ducati.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<