Tacchettee

Tacchettee, calcio nostalgico e passione 100% made in Italy

Amore per il calcio, per l’abbigliamento, per gli anni Novanta e tutto quello che, in quel periodo storico, ha voluto dire per tanti bambini e ragazzi innamorati del pallone; il tutto condito da un pizzico di nostalgia canaglia che però non crea dolore, anzi. Questi sono elementi fondamentali e dai quali attingiamo per raccontarvi la storia di Tacchettee, un marchio di abbigliamento nato quasi per gioco e che in poco più di due anni, sta diventando un cult.

Tacchettee

Un’avventura tutta italiana, che, però, grazie alla sua particolarità e cura nei dettagli, ha preso piede ed è diventata un cult nell’est asiatico, soprattutto in Giappone, terra in cui l’originalità e la qualità vengono premiate, soprattutto quando si parla di abbigliamento e di Italia. Abbiamo intervistato Lorenzo Crecchi e Marco Fatticcioni, due delle menti che hanno dato vita a Tacchettee. Sulle loro t-shirt, felpe, camicie, costumi da bagno e tanto altro potete ritrovare alcuni dei personaggi del calcio che hanno lasciato un segno nella storia degli anni Ottanta e Novanta; immagini iconiche che sono state scelte perché emotivamente smuovono qualcosa nell’animo di chi il calcio di quegli anni l’ha vissuto con la passione innocente e smodata di un bambino.

Tacchettee

C’è Ronaldo il Fenomeno che esulta, c’è Baggio ai mondiali di Usa ’94, c’è Batistuta che fa la mitraglietta; poi Eric Cantona, Edmundo O’ Animal con la scimmia, Bobby Fowler, Paul Gascoigne e tanti altri. Insomma, un sacco di protagonisti iconici del calcio di quegli anni che, anche a distanza di un ventennio, rimangono nel cuore di quasi tutti gli appassionati di calcio, creando in loro una scossa di nostalgia calcistica non indifferente.

Tacchettee

Quando e dove nasce il progetto Tacchettee?

Tacchettee nasce quasi per caso, il 16 luglio del 2018. Eravamo a bere una birra con degli amici e si è finiti a parlare delle famose figurine introvabili della raccolta della Dolber, quella dei chewingum, che aveva appassionato migliaia e migliaia di ragazzini della nostra età a cavallo della stagione calcistica 1997-1998. In quell’album erano praticamente introvabili le figurine di Sergio Volpi, all’epoca al Bari, e di Paolo Poggi, attaccante dell’Udinese. Parlando ci è venuto in mente di portare quelle due figurine introvabili su delle magliette, stampandole e rendendole così disponibili a tutti quelli che, come noi, per mesi e mesi avevano sperato di trovarle, ma che alla fine non venivano mai fuori. E, a furia di gomme da masticare, ci hanno guadagnato solo in carie.

Tacchettee

Calcio nostalgico e abbigliamento, quale di questi argomenti vi appassiona maggiormente?

Innanzitutto, siamo dei grandi appassionati di calcio, ma anche di moda e abbigliamento. Ci piaceva l’idea di realizzare delle magliette che noi stessi avremmo voluto trovare sul mercato e comprare. Visto che mancava questo tipo di prodotto e, tenendo conto che tutti noi abbiamo esperienze nel mondo della moda e dell’e-commerce, ci siamo chiesti: perché non lo facciamo noi? È iniziato come un gioco creativo, nel quale abbiamo potuto metterci tanto del nostro. Rimane ancora un passatempo, perché i nostri lavori veri sono altri, ma Tacchettee sta continuando a crescere costantemente. I social network sono il motore della nostra attività di promozione e vendiamo quasi tutto tramite e-commerce, anche se abbiamo una piccolissima rete di negozi a cui ci appoggiamo per la diffusione.

Tacchettee totti

Dove si trovano questi negozi?

In Italia, ma sono veramente pochissimi. Abbiamo anche qualche negozio in Giappone che vende i nostri prodotti. E dobbiamo dire che quello è il mercato in cui abbiamo più successo al momento.

Ci piaceva l’idea di realizzare delle magliette che noi stessi avremmo voluto trovare sul mercato e comprare.

Vi siete dati una spiegazione di questo?

Il motivo è molto più semplice di quanto possa sembrare: in Giappone abbiamo scoperto che esiste la tipologia di mercato e il target di riferimento perfetto, perché il cliente finale è molto attento alla qualità del prodotto e, soprattutto, molto appassionato ai personaggi e alle storie che proponiamo attraverso le nostre linee di abbigliamento.

Tacchettee cantona

Un dettaglio non trascurabile dei vostri prodotti è anche dato dal packaging.

Certo, basiamo molto della nostra fortuna sulla cura dei dettagli. Non vogliamo semplicemente vendere magliette, ma un’esperienza, creare un “effetto wow”. Vogliamo colpire proprio in quello che pensano e amano le persone che ci seguono. Il nostro scopo, lo ripetiamo, non è vendere magliette, ma creare qualcosa di bello. 

Non vogliamo semplicemente vendere magliette, ma un’esperienza, creare un “effetto wow”.

Che cosa vi distingue dai tanti altri marchi di abbigliamento che mettono sul mercato linee simili alle vostre?

Quello che ci differenzia dagli altri marchi è che siamo una realtà piccola, ma vera. Il nostro successo è dato dalla nostra curiosità, dallo studio, non sui libri, ma di quello che succede ogni giorno intorno a noi. Inoltre, i nostri sono prodotti completamente made in Italy. Ci affidiamo a produttori della nostra zona (in provincia di Firenze, ndr.), creiamo una filiera a chilometro zero coinvolgendo collaboratori del circondario, tutti laboratori a conduzione familiare. Per noi questo è un vero motivo di vanto. Sono persone che amano quello che fanno e noi, per ringraziarli, abbiamo realizzato degli stickers con le loro caricature che mettiamo dentro il pacco di spedizione in questo modo chi acquista i nostri prodotti sa chi c’è dietro e si affeziona a quello che ha comprato. Perché dietro una maglietta o un qualsiasi vestito, c’è sempre la storia di una persona o una famiglia degna di essere raccontata.

Tacchettee batistuta

Sulle vostre collezioni trovano spazio tanti personaggi diversi del mondo del calcio anni Ottanta e Novanta: da Ronaldo il Fenomeno, passando per i miti di provincia, come Carlo Mazzone, le grandi giocate ,come la rovesciata di Djorkaeff, e tanti altri protagonisti di quegli anni. Come mai questa scelta?

Un po’, molto a dire il vero, per motivi anagrafici. Noi siamo nati vedendo quel calcio, con quei personaggi; è quello che ci ha accompagnato nella crescita. Abbiamo scelto di usare il calcio e di portarlo sulle nostre linee di abbigliamento per smuovere i ricordi d’infanzia e adolescenza di ognuno di noi, come si trattasse di un pizzicotto che risveglia improvvisamente i sentimenti verso un mondo che è molto differente rispetto a quello dei giorni nostri. Questa scelta è anche figlia del fatto che noi trentenni ci possiamo ritenere la generazione di mezzo tra due mondi ribaltati e la nostra missione è quella di far coesistere i nostri riferimenti nostalgici con il mondo odierno.

Abbiamo scelto di usare il calcio e di portarlo sulle nostre linee di abbigliamento per smuovere i ricordi d’infanzia e adolescenza di ognuno di noi

Nel vostro sito fate riferimenti ai concetti di mainstream e di indie. Questi secondo voi li possiamo ritrovare anche nel mondo del calcio odierno, troppo spesso accusato di essere “lontano dalla gente” e fuori dal mondo delle persone normali?

Che il calcio attuale viaggi su binari completamente opposti rispetto alla vita della maggior parte di noi è indubbio. Ma ci sono ancora casi e immagini che possono essere poco mainstream e molto indie. Mi viene in mente quella di Chris Smalling, difensore appena tornato alla Roma dal Manchester United, che è stato fotografato a giocare a carte al bar sotto casa, come farebbe chiunque. Un’immagine così forte non siamo più abituati a vederla con protagonista uno dei calciatori della A attuale. Se pensiamo che Baggio, nel periodo in cui giocava a Firenze, faceva tappa fissa al bar per la sua partita quotidiana e questo non destava alcuno stupore, allora vuol dire che il mondo del calcio attuale è davvero lontano da quello che abbiamo sempre conosciuto. Non è un discorso legato solo al calcio in sé, ma è più ampio: riguarda anche la scena culturale stessa. Per noi gli anni Novanta del calcio sono uno stato mentale, un nostalgico piacere che vogliamo far rivivere a tutti quelli che, come noi, godono a rivedere e a ricordare certe immagini rimaste indelebili nella nostra memoria.

Tacchettee mazzone

Per noi gli anni Novanta del calcio sono uno stato mentale, un nostalgico piacere che vogliamo far rivivere

Quali sono i prossimi passi di Tacchettee?

Vogliamo continuare a lavorare sulle novità: una di prossima uscita è legata al mondo della realtà aumentata. Stiamo studiando un modo per far “parlare” il capo d’abbigliamento acquistato con il cliente tramite un codice e un filtro Instagram su cui stiamo lavorando. Basterà inquadrare il prodotto acquistato perché si apra un video inerente al personaggio ricamato o stampato sulla maglia o la felpa o qualsiasi abito su cui è applicato. Se si acquista quello con Mazzone, ad esempio, si caricherà il video indimenticabile della sua corsa sotto la curva dell’Atalanta. Un momento indelebile che scalderà ulteriormente il cuore di chi ha scelto Tacchettee.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<