Jackie Joyner Kersee

Lo sport filantropico di Jackie Joyner Kersee

I see elegance and beauty in every female athlete. I don’t think being an athlete is unfeminine. I think of it as a kind of grace.

Con queste parole Jackie Joyner Kersee esprime il suo punto di vista su uno stereotipo che da troppo tempo perseguita le atlete. E parlare di stereotipi quando si parla dell’atleta di St.Louis appare quasi doveroso: donna di colore, tutt’altro che benestante sarebbe diventata “the world’s greatest female athlete“.

Nata nel 1962 ad East St. Louis da genitori adolescenti, Jackie cresce in una famiglia umile ma la nonna alla sua nascita ha già sospettato che la nipote non sarebbe stata una delle tante, per questo suggerisce alla figlia di chiamarla Jaqueline perché uno giorno “sarà una first lady” diceva. Una first lady non lo diventerà mai, ma la lista di riconoscimenti e traguardi sarà ben più lunga.

Jackie Joyner Kersee

L’amore per lo sport nacque quando Jackie aveva 10 anni grazie ad un programma presso il  Mary E. Brown Community Center. Nino Fennoy, il coach che la avrebbe accompagnata fino agli anni del liceo, fu  una figura fondamentale per la formazione del Kersee. Per prima cosa le insegnò ad approcciarsi allo sport come ad un mezzo con il quale cercare nuove strade e nuove occasioni che potessero condurla fuori da East St. Louis. Inoltre, in quegli anni, la squadra di atleti allenati da Fennoy era spesso vittima di atti chiaramente razzisti nel corso delle trasferte e il coach insegnò alle sue ragazze a gestire le offese: questi insegnamenti avrebbero accompagnato Jackie per tutta la sua carriera, spingendola a mantenere un atteggiamento impeccabile e professionale anche davanti alle offese più basse.

A quattordici anni Jackie Joyner vinse il primo di quattro campionati juniores nel pentathlon e, da quel momento, catalizzò su di sé l’attenzione. Oltre all’atletica, ai tempi del liceo, Jackie praticava anche la pallavolo e il basket: alla fine del percorso di studi ottenne ben due borse di studio per il college, una per l’atletica e l’altra per la pallacanestro. Questi anni furono molto difficili, soprattutto, a causa della decisione che Jackie e i suoi fratelli furono costretti a prendere: staccare il respiratore della madre degente per una rara malattia infettiva. Accettata la borsa di studio per il basket, Jackie cominciò a frequentare la University of Californa Los Angeles, la famosissima UCLA, e qui i suoi record cominciarono a piovere copiosi: All-American Honors nel 1982-1983, All-University Award nel 1982, 1983, 1985, Broderick Cup nel 1983 e nel 1985, anni in cui fu scelta in rappresentanza del suo college.

Jackie Joyner Kersee

Il coach di quegli anni fu Bob Kersee, destinato a diventare suo marito, e la incoraggiò a competere nell’atletica a discapito del basket. Nel 1983 Jackie e il fratello Al rappresentarono gli USA ai Mondiali di Helsinki, ma dovettero entrambi abbandonare a causa di un infortunio per poi tornare a competere nel 1984 alle Olimpiadi di Los Angeles dove Jackie vinse l’argento all’eptathlon e Al l’oro nel triplo salto. Il 1996 fu un anno importante per Jackie Joyner Kersee che  in un solo mese stabilì ben due record mondiali. Dopo un break di due anni, Jackie ritornò a gareggiare per l’ultima volta nel 2000 qualificandosi per le Olimpiadi. Dopo il suo ritiro, lo spirito combattivo di Jackie e la sua concezione dello sport come mezzo per creare nuove opportunità l’hanno spinta ad impegnarsi nel sociale.

Jackie Joyner Kersee

Ha creato il Jackie Joyner-Kersee Boys & Girls Club, il cui obiettivo è quello di fornire supporto alla formazione (anche sportiva) e attività ricreazionali ai più giovani abitanti dell’East St.Louis per cercare di ricollocare una delle zone più difficili del panorama USA. Il centro presenta un gran numero di programmi che vanno dai programmi per lo sviluppo della comunità, all’educazione dei più giovani, allo sport e al fitness.

Secondo la Kersee le figure dei genitori e degli educatori sono fondamentali nello sviluppo della personalità dei bambini, soprattutto perché, a suo avviso, quello di cui i ragazzi hanno bisogno è il supporto di qualcuno che li spinga a credere in se stessi e nelle proprie capacità. Attivista e filantropa, Jackie Joyner Kersee è stata anche artefice di speech motivazionali nei quali ribadisce come la disciplina e la sicurezza nelle proprie capacità siano la chiave per raggiungere ogni obiettivo. Un personaggio amato e rispettato non soltanto nel mondo dello sport, Jackie Joyner Kersee dice di sé:  “When I leave this earth, I want to know I’ve created something that will help others“.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<