regency hotel Kinahan

Daniel Kinahan, un gangster a capo della boxe mondiale?

Un'inchiesta della BBC ha svelato i legami tra il capo dell'organizzazione criminale KOCG e il gotha della boxe mondiale

Venerdì 5 febbraio 2016, Regency Hotel, nord di Dublino. È in corso una pesata di pugili in vista dell’evento Clash of the Clans, ospitato dalla MGM e Frank Warren, uno dei più grandi nomi della boxe britannica. Dopo Gary Sweeney, l’ultimo pugile pesato, ecco che scoppia il caos. Uno sparo e poi urla e panico. In un filmato fatto con il cellulare da un astante si sentono le urla di un bambino terrorizzato: “Papà aiutami!“. È il nipote di otto anni di Sweeney, lì per fare il tifo per suo zio. 

regency hotel Kinahan

Alcuni testimoni raccontano di una strana coppia che camminava nella sala: lei indossava una parrucca e sembrava avesse difficoltà a camminare sui tacchi. Le immagini delle camere di sicurezza mostreranno che erano due uomni armati, al cui seguito c’erano altri tre sicari, travestiti da forze d’assalto e armati di kalashnikov. Quel commando era lì per un solo scopo: uccidere Daniel Kinahan, capo della MGM. 

Questo è uno degli episodi raccontati da BBC Panorama durante l’inchiesta che vede come protagonista Kinahan e il suo ruolo sempre più egemone nella boxe mondiale.

Christopher Kinahan Sr e la KOCG

Prima di scoprire come Daniel Kinahan sia entrato nel gotha della boxe mondiale è importante capire il contesto. Suo padre, Christopher Kinahan, agli inizi degli anni Ottanta fu uno dei primi a vendere eroina a Dublino, diventando tanto potente da creare una sua organizzazione criminale, la Kinahan Organized Crime Group (KOCG). Nel 2010 con la concentrazione delle operazioni della KOCG a Marbella, si sospettava che Daniel e il fratello Christopher Jr fossero coinvolti negli affari di famiglia. In un cablogramma diplomatico americano inviato dalla Sierra Leone a Washington DC Daniel viene descritto come: “un uomo d’affari irlandese coinvolto nel narcotraffico in tutta Europa” che “potrebbe essere interessato ad espandere la sua rete in Africa occidentale“.

Daniel Kinahan
A destra Daniel Kinahan

Nel maggio 2010, una maxi operazione delle autorità spagnole, irlandesi, britanniche e olandesi, ha portato ad una vasta serie di raid contro la KOCG e identificato Daniel Kinahan come “il detentore del controllo generale della gestione quotidiana del cartello”. Sebbene l’operazione PALA (questo il nome della maxi inchiesta) avesse coinvolto notevoli risorse e fosse durata 10 anni comportò solo accuse minori e nessuna per Daniel che due anni dopo proprio a Marbella insieme al pugile Matthew Macklin fondò una palestra e società di boxe, la Macklin’s Gym Marbella più nota come MGM.

La MGM e l’inizio del successo

La MGM divenne la base per molti pugili professionisti. Vuoi per il sole della Spagna, vuoi per le migliori attrezzature e le ottime condizioni offerte, molti giovani talentuosi boxer irlandesi e britannici entrarono nella corte di Kinahan. Tra questi c’era anche Tom Stalker, il capitano della squadra olimpica inglese di boxe del 2012. Entro la fine dell’anno la MGM poteva vantare anche due campioni del mondo: Liam Smith e Billy Joe Saunders.

Quando ha iniziato questa avventura per la prima volta, aveva molti sogni nella sua testa che non potevamo nemmeno tenere il passo. Ha detto: ‘Farò di questa la più grande palestra di promozione di boxe del mondo.’

Jason Coghlan, avvocato e amico di Kinahan

Poi c’è stata la sparatoria al Regency Hotel. Dopo quella tragedia Dublino ha assistito ad una spirale di violenza omicida tra la KOCG e la banda, eterna rivale, della famiglia Hutch. In questo miscuglio furioso di omicidi, spaccio e consumo di droga, rapine e soffiate la MGM si stava trasformando. Nel 2018 l’Alta corte irlandese confermò che la KOCG fosse un gruppo criminale internazionale al cui vertice c’era Daniel Kinahan; successivamente la Corte penale irlandese confermò che la KOCG fosse coinvolta nel traffico di droga e armi, nel riciclaggio di denaro e negli omicidi “di esecuzione” per proteggere i suoi interessi. Nel gennaio del 2017, mentre tutto ciò accadeva, arrivava la notizia che Kinahan si era ufficialmente dimesso dalla MGM e che quest’ultima in seguito “alla cattiva pubblicità”, per usare le parole di Macklin, aveva cambiato nome diventando la MTK Global. Il nuovo capo era Sandra Vaughan, un’imprenditrice scozzese amica di lunga data di Daniel. Dopo aver acquistato l’attività da Matthew Macklin, si era preoccupata di sottolineare più volte che Kinahan e la MTK avevano “tagliato i legami”. Ma nulla è così come appare…

La MTK Global, Tyson Fury e il più grande incontro della boxe britannica

La boxe è sempre stata uno sport che ama gli eccessi, vive di questo. Dopo aver vinto il titolo mondiale dei pesi massimi nel 2015, Tyson Fury entrò in una fase di depressione, in un vortice di droga e alcol. La sua carriera sembrava al capolinea fino a quando nel 2017 è a Marbella, affiliato della MTK. Matt Christie, editor di Boxing News, che aveva tenuto d’occhio il percorso di Fury, ha affermato: 

Penso che ciò che è generalmente noto, o generalmente accettato, è che Daniel Kinahan ha svolto un ruolo fondamentale nel far uscire Tyson Fury dall’oscurità e offrirgli un percorso per tornare alla boxe.

È stato lo stesso Gypsy King a rivelare tutto in un video su Instagram lo scorso giugno.

Ho appena parlato al telefono con Daniel Kinahan. Mi ha appena informato che la più grande battaglia nella storia della boxe britannica è stata appena concordata! Grazie mille Dan per aver ottenuto questo incredibile accordo.

Il post si riferiva al grande incontro tra lui e Anthony Joshua, quelli che molti hanno definito come il più grande combattimento della storia della boxe britannica e che avrà un valore potenziale di 230 milioni di euro. Inavvertitamente Fury aveva confermato quello che molti sospettavano da tempo: Kinahan non si era affatto allontanato dalla MTK Global e dalla boxe. Ha continuato ad essere il consigliere della Vaughan, di Fury e di molti altri pugili. E quando nel 2018, per evitare ulteriori intromissioni con la polizia spagnola, raggiunse il padre e il fratello a Dubai, la MTK Global stabilì lì la sua nuova sede.

Oggi il suo potere sta crescendo sempre più, così come quello della MTK che con oltre 200 pugili a busta paga è forse la società di boxe più grande del mondo. Il successo internazionale di Fury, l’amicizia con Bob Arum, il promotore più influente degli USA, hanno reso Kinahan e la MTK il sogno di ogni pugile emergente.  

Lo smascheramento e l’interesse per il calcio

Grazie a questi successi il ruolo di Kinahan come consigliere ombra della MTK è stato portato alla luce e Sandra Vaughan, che in un primo momento aveva negato ogni legame tra la MTK e il presunto gangster, in un’intervista ha affermato:

Andrò sempre da Daniel per un consiglio. Consiglia personalmente altre persone di alto profilo. Se qualcuno nel mondo della boxe sta facendo qualsiasi tipo di attività nel pugilato e afferma di non parlare con Daniel o con qualcuno che parla con Daniel, sta mentendo.

Kinahan è stato oggetto anche di inchieste parlamentari a Westminster e all’ Oireachtas Éireann (il parlamento irlandese) e molti hanno iniziato a porsi delle domande. L’avvocato sportivo americano ed ex manager di boxe, Kurt Emhoff, ha sottolineato la crescita anomala di MTK: “Hanno una tonnellata di combattenti, e ora stanno firmando ancora più combattenti ma, da dove vengono i soldi per finanziarlo?”

Barry McGuigan, tra i più grandi pugili di sempre, si è posto la stessa domanda: “Ci vogliono milioni e milioni di dollari per fare quello che ha fatto la MTK. Da dove vengono i soldi per consentire alla MTK di crescere a un ritmo così feroce?

Il tribunale della California ha affermato che si tratta semplicemente di una copertura per il cartello della droga di Kinahan: “La MTK riceve fondi direttamente o indirettamente dal signor Kinahan, che derivano da attività di racket come il traffico di droga e il riciclaggio di denaro.”

daniel kinahan bob arum
Bob Arum insieme a Daniel Kinahan

Gli avvocati di Daniel Kinahan hanno detto alla BBC che “non ha precedenti penali o condanne“; dicono che le “accuse selvagge” sul fatto che sia un boss del crimine “sono false e non hanno alcun fondamento probatorio. È un consulente indipendente nel pugilato e ha lasciato l’attività della MTK“.

A loro fanno eco quelli della MTK che hanno dichiarato che ha un “business perfettamente sostenibile ed è cresciuto offrendo eccellenti servizi manageriali a un prezzo molto competitivo“. E ancora: “Il signor Kinahan non ha mai posseduto o controllato la nostra azienda cliente. Non ha mai fornito finanziamenti né è stato amministratore, azionista, funzionario, dipendente o consulente.”

Ora che pare, come raccontato dai giornalisti della BBC, che questo presunto narcotrafficante sia al centro della boxe mondiale mettendo a repentaglio il futuro stesso di questo sport, Richard Moriarty, giornalista del quotidiano inglese The Sun, ha rincarato la dose con un articolo in cui racconta di legami tra Kinahan e alcuni giocatori della Premier League. Secondo quanto raccontato dal giornalista, alcuni giocatori del Manchester United, Manchester City, Chelsea, Leicester, Aston Villa, Burnley, Leeds e Middlesbrough mesi fa sono stati truffati da un commerciante di orologi e ognuno di loro ha perso circa 250mila sterline. I malcapitati, non si sa come, hanno chiesto aiuto a Kinahan che è riuscito a rimborsare ad ognuno la cifra persa, entrando nelle loro grazie. Non solo, la star degli Spurs e dell’Inghilterra Dele Alli e il giocatore Troy Parrott sono stati avvistati durante una vacanza invernale a Dubai con Lee Byrne, figlio di Liam Byrne, socio chiave di Kinahan. Liam Byrne, tanto per intenderci, è stato descritto in tribunale come “il massimo livello” della criminalità organizzata in Irlanda, e un “collaboratore stretto e fidato di Daniel Kinahan“. La fonte del giornalista ha anche affermato che Kinahan ha corteggiato un agente di calcio di alto livello con un portafoglio di oltre 150 giocatori. 

Lee Byrne, Troy Parrott and Dele Alli
Lee Byrne, Troy Parrott and Dele Alli

Ora, ammesso che le notizie siano vere, come si comporteranno i presidenti dei club e della Football Association di fronte a quello che sembra un virus dello sport britannico?

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<