mcenroe atti osceni
Foto: Gerry Cranham / Offside.

Atti osceni in McEnroe

John McEnroe non è stato un tennista qualunque per tantissime ragioni. Alcune di queste sono legate al tennis altre apparentemente meno. Di ritratti del tennista americano ne abbiamo letti molti, soprattutto ad opera di scrittori suoi connazionali, ma anche in Italia si contano un buon numero di opere a lui ispirate, senza contare film e citazioni in diverse arti. Facile intuirne i motivi, McEnroe con il suo stile di gioco e di atteggiamento alla gara ha rappresentato per moltissimi appassionati di tennis (ma anche non appassionati) una figura archetipa di tennista e di giocatore, un’icona.

La veste più insolita in cui però McEnroe è stato calato è di certo quella cucita per lui qualche anno fa da Marco Missiroli nell’entusiasmante libro Atti osceni in luogo privato edito da Feltrinelli nel 2015. Marco Missiroli scrittore che negli anni ha accresciuto la propria popolarità grazie ad opere che hanno riscosso grandissimo successo di pubblico e critica, (ricordiamo Fedeltà che oltre al successo commerciale raggiunse la cinquina dello Strega nel 2019). Così in Atti osceni in luogo privato lo scrittore originario di Rimini racconta la vita intima e l’iniziazione sessuale di Libero, un ragazzino italiano di dodici anni che vive a Parigi dopo l’ultimo trasferimento del padre agente di commercio. Il libro parte proprio dalla liberazione che prima di tutto è sessuale anche se attraverso di essa il protagonista scoprirà “come andava il mondo è come sarebbe andata la mia vita.”

atti osceni in luogo privato

Versò il brodo di gallina e disse: “Impariamo dalla Francia con le sue ondate di suffragette che hanno liberalizzato le coscienze.
“E i pompini
La crepa fu questa. Mio padre che soffiava sul cucchiaio mentre sentenziava: “e i pompini.

Da quel giorno Libero scopre la sessualità, l’intimità, la masturbazione, ma anche la gelosia, il desiderio di possesso, la voglia di amore e di ribellione. Ma a tutto questo, però, si aggiunge immediatamente un altro evento che segnerà la vita del protagonista, ovvero l’abbandono del tetto familiare da parte del padre, resosi conto dell’infedeltà della moglie. Allontanamento dal padre che avverrà proprio sul campo del Roland Garros mentre “lui fissava a vuoto Björn Borg che prendeva a pallate Ivan Lendl.” Il cambio di domicilio del padre che non si trasformerà mai in una lontananza spirituale, non sarà però l’unico evento fondamentale della vita di Libero, segnata dal tennis e dal Roland Garros. Anche le prime esperienze di autoerotismo saranno un atto di liberazione, un urlo verso il mondo proprio come quelle urla che John McEnroe rivolgeva così spesso verso pubblico e arbitri. Un’esperienza che come ovvio sarà il viatico per la scoperta dell’altra metà del mondo, quella dell’energia del sesso, della gioia e del dolore che può portare con sé.

La masturbazione per il dodicenne Libero sarà pura energia e liberazione, come una volée di McEnroe, ma anche riparo dalle insicurezze che arriveranno da tutte le parti. L’importante sarà poter trovare rifugio in quel gesto a cui concedersi con dedizione.

Feci attenzione al cigolio, tutto stava nel tenere sollevato il gomito ed essere il John McEnroe dell’onanismo: usare l’impugnatura Continental

Ben presto McEnroe diventerà simbolo di un’altra emozione per il giovane Libero, come quando confessando ad un prete i motivi delle sue tristezze dovute alla separazione dei genitori racconterà di quella rabbia che spesso lo sopraffaceva.

Io che gli racconto di John McEnroe, della sua bravura e della sua collera, di come certe volte la sua collera é anche la mia

Attraverso il tennista americano passa tutta l’adolescenza del ragazzo che vede il padre invecchiare e poi allontanarsi definitivamente mentre scorrono le immagini delle infinite partite tra Borg e McEnroe.

Restava in poltrona con L’Équipe aperta o davanti alla televisione per guardare i duelli McEnroe-Borg

Intanto la vita attorno al ragazzo scorre veloce e oltre alla scoperta del sesso, ci sono quelle dell’amore, della morte e della realizzazione lavorativa. Tutto affrontato con incoscienza e ingenuità, salvo poi scoprire che le nostre scelte portano sempre da qualche parte, e forse a volte dalla parte giusta almeno nel caso di Libero. L’infinità e la sessualità, la pazienza e la depressione sono elementi che accompagnano questo libro straordinario con il ritmo di un partita di tennis in cui ad ogni punto fatto corrispondono ansia e insicurezza per il prossimo game, quello che potrebbe aprire o chiudere definitivamente la partita.

Libero userà sempre il tennis come metafora e come rompighiaccio nei suoi rapporti anche se a volte con scarso successo, come nel caso dell’incontro con Giorgio, gestore paralitico di un’osteria in cui il protagonista troverà un lavoro e una seconda casa. Luogo centrale nella vita di Libero da cui partirà anche la sua rinascita sentimentale.

L’unica assonanza con me era sulle donne di colore, e sugli indiani provai con il foie gras, mi insultò. Provai con McEnroe, il tennis non lo convinceva.

Sarà nelle ultime pagine che capiremo il vero insegnamento di McEnroe per il giovane Libero, quando lo incontreremo uomo avviato alla maturità sentimentale. Nell’ultima parte del libro Libero riflettere su come suo padre gli abbia illuminato la vita proprio analizzando il modo di stare in campo di McEnroe. In una lunga e minuziosa descrizione Marco Missiroli affida a McEnroe il ruolo di stratega e Pigmalione, in grado attraverso la propria personalità di influenzare la partita prima ancora che col gioco.

Quando papà mi aveva portato a vedere McEnroe mi aveva spiegato che il carattere bizzoso di Mac faceva parte del suo tennis. Deconcentrava l’avversario e indispettiva il pubblico, ma non se stesso: fischio odore di rissa galvanizzavano il giocatore americano più forte del mondo.

Il mondo con le sue incomprensibilità, con le sue ingiustizie, è un posto in cui vale la pena di stare perché ad ondate alterne arrivano gioie e delusioni con la stessa frequenza, a volte con la stessa intensità. Missiroli usa il tennis come metafora e dona a questo gioco elegante un’immagine raffinata di ordine, quella che a volte è veramente difficile da cogliere nel turbinio dello scorrere della vita. 

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<