Nueva Chicago cover

Perón, sangre y futbol: el Club Atlético Nueva Chicago

Tellier è il vecchio fronte, ricco e orgoglioso dei Mattatoi: un viale ampio e boscoso. Murguiondo è il retro, una suggestione di Pampa nel paesaggio piatto e grigio, costellato di trippaioli, fabbriche di sapone, macellai, concerie e piccoli frigoriferi. Rodò mostra la mole del Lisandro, sempre coronata da fumo oleoso e puzzolente. Tutt’intorno c’è il quartiere, quieto nella sua aurea spavalderia.

El Matadero, Rodolfo Walsh

Quando il Club Altético Nueva Chicago gioca in casa tutta la República de Mataderos – che più che uno stadio di calcio sembra essere una Plaza de Toros infiammata per la Corrida – canta a squarciagola la Marcia Peronista.

Indipendentemente dalla categoria, dalla partita e dagli avversari, gli spalti vengono puntualmente riempiti e tremano al punto da far sbriciolare i murales dei tori indemoniati e delle lotte operaie, mai dimenticatate, che adornano il santuario prediletto dalla gente di Mataderos. È allo stadio che i bambini apprendono della celebre resistenza ad oltranza del 1959, quando l’intero quartiere si chiuse per tre giorni e tre notti dentro il Frigorífico Lisandro de la Torre per evitare che venisse privatizzato e venduto agli arcinemici americani e inglesi, lasciando 5mila tra vicini, padri, madri e fratelli senza lavoro. La memoria storica del quartiere rivive nei canti della tifoseria del Nueva Chicago, il club che ha raccolto, tramandato e rappresentato degnamente l’epopea del popolo di Mataderos su tutti i campi d’Argentina.

mataderos

C’era una volta il barrio, conosciuto ai più per i fiumi di sangue che scorrevano al margine dei suoi marciapiedi, un luogo di Baires dove la gente camminava con il coltello incollato alle cinture, una terra persa tra lo stigma della sua pericolosità e il mito del furore popolare.

Il rosso che scorreva a fiumi era la patria argentina in tutta la sua essenza.

Mataderos è il punto di incontro tra l’uomo Gaucho e il Porteño, il limes tra il mondo della Pampa e la Ciudad de la furia, la tentacolare capitale argentina proiettata verso il futuro. Da queste parti, il 21 marzo 1900, vennero inaugurati i primi mattatoi dedicati esclusivamente alla macellazione del bestiame. La Carne era (ed è) l’oro e il vanto d’Argentina e la Comuna 9, sita a sud della capitale, venne scelta come la casa dell’industria che avrebbe a lungo fatto da motore dell’economia nazionale. Il quartiere fu inizialmente progettato attorno ai mattatoi principali, costruiti prendendo spunto dai modelli industriali presenti a Chicago, all’epoca uno dei più importanti mercati di carne al mondo. Per questa ragione, tutta la comuna venne ribattezzata Nueva Chicago e ben presto divenne luogo di approdo per le famiglie in arrivo dalla Pampa.

Con l’avvento di Juan Domingo Perón e delle sue riforme in ambito economico e sociale, il quartiere diede casa e lavoro alle centinaia di migliaia di persone giunte nella capitale al termine della Seconda guerra mondiale. Fu un’epoca caratterizzata della piena occupazione nell’indotto della carne e della crescita di Mataderos grazie alle viviendas sociales (opere di edilizia popolare nate per rispondere al bisogno abitativo e di socialità), volute da Perón per le zone operaie di Los Perales e Liniers. Peronismo e lotta operaia hanno forgiato l’identita di Nueva Chigago, facendone un luogo unico in tutta la Repubblica.

Juan Domingo Perón

Durante il colpo di Stato del giugno del 1955, mentre la Marina Militare bombardava la Casa Rosada e destituiva Perón, gli abitanti di Mataderos fecero di tutto per mettere in salvo i busti del Pocho e della moglie Eva Duarte.  La leggenda popolare narra che il busto del presidente sia andato distrutto nei raid aerei mentre invece quello di Evita sia oggi ben nascosto in un luogo sicuro al di sotto dello stadio del Nueva Chigago.

Nueva Chicago e Mataderos sono una cosa sola e contano poco le sconfitte o le sofferenze, tanto sociali quanto sportive, poiché ai mattatoi non esiste un altro modo, un’altra via, un’altra squadra.

Nati nel 1911 per volere di un gruppo di giovani del quartiere, i neroverdi hanno una storia degna del loro barrio. Nel giro di pochi anni il Nueva Chicago crebbe e riuscì a scalare le divisioni dell’allora Asociación​ Argentina arrivando a vincere la Copa Competencia Jockey Club (il campionato nazionale argentino durante l’era amateur) nel 1933. Con l’arrivo del professionismo, il club iniziò a lottare per non soccombere all’interno di un sistema calcistico sempre più competitivo, e la gente di Mataderos dovette aspettare 47 anni per rivedere il torito negroyverde di nuovo nella massima serie.

Nueva Chicago cover

Correva l’anno 1981 e prima ancora che il rigore di Mario Franceschini piegasse l’Estudiantes mandando in paradiso la gente di Nueva Chigago, il 24 ottobre, durante la partita contro il Defensor Belgrano, l’intero stadio sfidò l’arresto di massa contestando la dittatura militare. Anche in quell’occasione il popolo di Mataderos aveva rimarcato il suo essere fieramente peronista e atrevido, pronto a fare di una partita di calcio una lotta di classe contro ogni ingiustizia.

Due anni dopo quella domenica, il club neroverde visse il suo giorno di gloria eterna, quando rifilò uno storico 5-0 al Boca Juniors. Un risultato straordinario che ad oggi rappresenta il punto più alto di una storia ultracentenaria, ricca di slanci improvvisi, come le vittorie nella Primera B argentina del 1930, 1981, 2006 e 2014, seguiti da dolenti retrocessioni che, però, non intaccano il senso di appartenenza al club del popolo di Nueva Chicago e la voglia di recarsi alla República de Mataderos per ricordare, tramandare e vivere.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<