A nord-ovest della periferia di Kiev, non lontano dal centro della città, tra il cimitero Staroobryadnyts’ke e lo Zoopark c’è un campo di calcio. È un campetto ormai abbandonato con l’erbaccia che cresce pian piano tra le zolle di terra e le tribune in legno quasi tutte distrutte dal tempo. Leggi di più
L'8 maggio 1945 il feldmaresciallo Wilhelm Keitel nel quartier generale del maresciallo Žukov a Berlino firmò il documento di resa incondizionata della Germania. La Seconda Guerra Mondiale era terminata, lasciando spazio ad un conflitto che non sembra ancora finire Leggi di più
Credo che il calcio, come tutti gli sport, viva di stereotipi. Un immaginario collettivo di uomini virili, un po’ misogini e con tanto testosterone. Difficilmente la diversità è ammessa. Per questo trovo straordinario quando qualcuno da una folla di gente si alza e dice: io sono diverso. Leggi di più
Tra i secondi c'era anche lui, Carlo Petrini, anche se agli occhi dei tifosi fu spesso un eroe. Senza voler essere blasfemi, Petrini è stato l'alfa e l'omega del calcio. Visse gli anni Settanta da protagonista, passò dalla polenta di castagne a Porsche e Mercedes, dalle siringhe di Genova alla straffotenza di Milano Leggi di più
Gennaio 1938. Il diretto Bologna-Parigi è affollato. C’è un po’ di tutto, semplici vacanzieri, commercianti, gente normale. Ma non solo. Tra i vagoni di quel treno c’è anche un uomo. Un uomo che di normale ha ben poco. È un ungherese, ebreo, di bell’aspetto, elegante. Non è solo, con lui nello scompartimento ci sono sua moglie Elena e i suoi figli, Roberto e Clara. Il suo nome è Árpád Weisz. Leggi di più

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<