Benoit Beaujeon Tupapa Maraerenga

Benoit Beaujeon, il portiere del Pacifico

Benoit Beaujeon è un portiere francese classe 1992 che fa parte di quella schiera di calciatori che non hanno paura di imbarcarsi in avventure ai confini del mondo del calcio conosciuto. Nella sua esperienza finora ha giocato in Francia, Australia, Polinesia Francese, Austria, Romania. La sua ultima esperienza è stata alle Isole Cook, dove ha giocato le qualificazioni ai gruppi della OFC Champions League 2024 con la maglia del Tupapa Maraerenga, la squadra più importante dell’arcipelago polinesiano. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua storia.

Quando hai “deciso” di diventare un calciatore? Raccontaci brevemente il tuo percorso di calciatore.

Ho iniziato a sognare di fare il calciatore all’età di cinque anni. Da allora ho sempre voluto diventare un calciatore professionista, il sogno di tanti ragazzi come me. Ho giocato per diversi club in Francia, dato che i miei genitori si spostavano spesso per lavoro e nel corso degli anni, ho fatto dei provini con alcuni club professionistici come l’AS Monaco FC e lo SCO Angers, ma non sono andati bene. Poi all’età di 15 anni ho vinto una borsa di studio di un anno presso la scuola superiore di Le Mans Sud; scuola al Le Mans Union Club 72 (all’epoca il club militava in Ligue 1), ma nemmeno in quell’occasione ho avuto la possibilità di scendere in campo, così a soli 18 anni ho deciso di trasferirmi in Inghilterra per realizzare il mio sogno di giocare a calcio e lì è iniziato il mio giro per il mondo che oggi mi ha portato alle Isole Cook.

Che cosa ti spinge a scegliere destinazioni a cui gli altri non pensano nemmeno?

Direi che è iniziato tutto quando ho firmato per una squadra in Australia, i Western Condors. Io e la mia ragazza stavamo già valutando i Paesi in cui ci sarebbe piaciuto andare a vivere e l’Australia era una delle opzioni. Ho inviato alcune mail e 2-3 di loro si sono mostrati interessati a farmi un provino. Alla fine ho giocato mezza stagione lì. Al mio rientro ho cercato una collocazione in Europa. Ero sul punto di firmare il mio primo contratto da professionista in Romania nell’estate del 2019, ma all’ultimo minuto il club ha ingaggiato un portiere in prestito da una squadra di seconda divisione e quindi l’offerta di contratto non era più sul tavolo. Poche settimane dopo ho visto un post su LinkedIn che diceva che un club di Tahiti stava cercando un paio di giocatori per rafforzare la squadra. È così che sono arrivato all’AS Central Sports. Australia, Nuova Zelanda, Tahiti, Isole Cook. È sicuramente un calcio diverso da quello europeo, ma credo che tutte le esperienze siano positive. Si impara sempre qualcosa, perché puoi scoprire nuove culture e vedere posti fantastici. 

Le Isole Cook sono uno dei luoghi meno conosciuti al mondo. Come sei arrivato fino in mezzo all’Oceano Pacifico?

Nel novembre 2019 mi sono messo in contatto con il presidente del Lupe Ole Soaga – squadra samoana, nda. Il club si era appena qualificato per la fase di qualificazione della OFC Champions League e stava cercando di rafforzare la squadra. Volevano che mi unissi a loro, ma avevo appena firmato per l’AS Central Sports e quindi non ho potuto unirmi a loro in quel momento. Perdere la possibilità di giocare questa competizione è stato un mio grande rimpianto. Per questo dopo che è finito il mio ultimo periodo di contratto con il Green Island nella New Zealand National League ho pensato che fosse arrivato il momento giusto per provarci di nuovo. Ho iniziato a contattare alcuni club qualificati per la OFC Champions League e il caso ha fatto si che il Tupapa Maraerenga stesse cercando un portiere. Questa più o meno è la storia di come sono riuscito a firmare per loro.

Le Isole Cook sono davvero il paradiso che si vede nelle foto?

Ho avuto modo di trascorrervi solo alcuni giorni perché siamo volati a Tonga poco dopo, ma da quello che ho visto è molto simile alla Polinesia francese e alle sue isole: paesaggi e scenari incredibili e la gente è molto accogliente. Anche la cultura è molto simile a quella della Polinesia francese. 

Questa non è la tua prima esperienza in Oceania. A che punto è il calcio a quelle latitudini e, In particolare, nelle Isole Cook cosa sta succedendo?

Non posso dire molto, perché come ti ho detto sono stato poco lì, ma quello che posso dire è che il calcio si sta sviluppando di sicuro. Sono arrivati alcuni professionisti dall’estero per lavorare alla Cook Islands Football Association, gli allenatori locali stanno prendendo il patentino OFC e le squadre partecipano a competizioni internazionali come la OFC Champions League, i Giochi del Pacifico e la nazionale alla OFC Nations Cup. Per quanto riguarda il Tupapa Mararenga FC, il club di maggior successo delle Isole Cook, posso dire che è gestito molto bene. Tutte le persone coinvolte nella gestione sono fantastiche ed è solo una questione di tempo prima che si qualifichino per la fase a gironi della OFC Champions League con regolarità. Anche a Tonga, dove siamo stati per la fase di qualificazione, l’organizzazione è stata davvero ottima e ci hanno offerto condizioni perfette per poter dare il meglio di noi. 

Come vedi il futuro del calcio oceanico?

So che la OFC vuole lanciare un campionato professionistico nel 2025. Una lega con partite che si giocheranno in casa e in trasferta, con un calendario di andata e ritorno, coinvolgendo i club di tutti le federazioni della confederazione – si tratta di un progetto di Superlega oceanica avallato dalla FIFA, nda. Si vede che c’è uno sforzo per portare il calcio professionistico in Oceania.

Veniamo invece al tuo futuro. Rimarrai al Tupapa o ti trasferirai altrove?

Ho firmato con il Tupapa Maraerenga solo per la fase di qualificazione della OFC Champions League. Purtroppo siamo arrivati secondi e non siamo passati alla fase a gironi che si svolgerà a Tahiti a maggio. Mentre rispondo alle vostre domande, sto già tornando in Francia. Io e la mia compagna stiamo cercando di avere un bambino, quindi molto probabilmente resteremo in Francia quest’anno, ma non sono contrario all’idea di tornare alle Isole Cook nel corso dell’anno e magari partecipare a qualche partita del campionato. Dipende dal club. Mi è dispiaciuto non riuscire a qualificarmi per la fase a gironi della OFC Champions League, quindi mi piacerebbe giocare di nuovo l’anno prossimo e qualificarmi questa volta.
Benoit Beaujeon Isole CookBenoit Beaujeon Tupapa Maraerenga

In conclusione ti chiedo: perché un calciatore dovrebbe provare l’avventura in Oceania e qual è il tuo consiglio?

Se un giocatore vuole provare un’esperienza diversa, l’Oceania è una buona scelta. Al momento il calcio non è professionistico, quindi non aspettatevi di andare lì, di giocare a tempo pieno e di guadagnarvi da vivere, ma potrete incontrare persone straordinarie, scoprire nuove culture e vedere paesaggi straordinari. È più un’esperienza di vita che un trasferimento per salire di livello nella propria carriera calcistica. Sarà comunque molto interessante vedere cosa succederà con la OFC Professional League. Credo che porterà molta attenzione al calcio dell’Oceania e non potrà che essere una cosa positiva per tutti i club e i Paesi coinvolti.

Dopo Pomroy, un altro uomo di calcio che ha guardato oltre i confini dell’universo occidentale, lanciandosi alla scoperta di territori sportivi sconosciuti ai più, non trovandovi il professionismo sul campo, ma l’amore eterno per questo sport che alle nostre latitudini ormai abbiamo quasi dimenticato. 

Altre storie
putin sport
Dagli scacchi al calcio la Russia guarda all’Asia, non più all’Europa