24 ore di le mans

Perché la 24 Ore di Le Mans è la gara più importante del mondo

Sovralimentazione del motore: un suono creato quando gocce di carburante incandescente friggono sui tubi di scarico. A volte sembra un tuono o un’esplosione. Ogni tanto, se sei abbastanza vicino, senti il tuo petto tremare. Anche se non si percepisce nella copertura televisiva, il rumore è forte. Molto forte. Fa parte della maestosità della corsa. Se sarà parte anche del suo futuro, è tutta un’altra questione: il suono del carburante che frigge sul metallo sembra a molti sempre più anacronistico. A Le Mans, la sovralimentazione del motore compone una colonna sonora che include anche musica house martellante, fuochi d’artificio e ruggiti ubriachi.

Circa 300.000 persone quest’anno si sono radutati nella regione nord-ovest della Francia per questo Glastonbury annuale per gli amanti dei motori, con gli appassionati più incalliti che si raccolgono attorno alla Curva Dunlop. Nella 24 Ore di Le Mans, per un giorno e una notte i piloti combattono con fatica tra le insidie dei circuiti per portare le loro aggressive vetture verso uno dei premi più ambiti nel motorsport.

A Le Mans la fatica è più mentale che fisica perché la pista è molto lunga, rettilinea e hai tempo per respirare. Però c’è tanto traffico, situazioni che cambiano velocemente e poi è molto vasta e quindi può piovere in alcune zone e non in altre. Quando è così il pilota non sa esattamente quanto e dove ha piovuto e diventa difficile capire come gestirsi, è la cosa più difficile. Spa ad esempio è più pericolosa e più buia, Le Mans è più chiara durante la notte. Fisicamente è comunque impegnativa e dobbiamo idratarci spesso, sia durante la gara che durante le soste. 

Alessandro Pier Guidi

Quest’anno si sono celebrati i 100 anni dalla prima edizione della gara. C’era, però, la preoccupazione che l’evento passasse inosservato. Vuoi per i costi proibitivi della competizione, vuoi anche per quell’immagine tradizionalista e fuori tempo che la competizione si è portata dietro finora, è sembrato che i giorni gloriosi, rappresentati al meglio dal film del 1971 con Steve McQueen e le sfide tra Porsche e Ferrari sotto gli striscioni pubblicitari di compagnie petrolifere e di tabacco, erano ormai scomparsi.

24 ore di le mans

Come, dunque, rendere di nuovo la competizione rilevante, attingendo da un passato ricco, ma superato? La risposta era nel regolamento.

Regole meno restrittive hanno dato vita alle hypercar, splendide evoluzioni delle vetture sportive del passato, con ogni produttore libero di seguire la sua filosofia e presentare modelli che sono una dichiarazione di stile: qualcosa di molto più difficile da fare in Formula 1 e Formula E, dove auto praticamente identiche riempiono la griglia di partenza. Un revival guidato dalla Ferrari, tornata a Le Mans dopo 50 anni.

Queste nuove regole permettono ai produttori di auto di avere libertà di progettazione e ora abbiamo delle vetture fantastiche. È un ritorno alla storia della Ferrari che si confronta con Peugeot, Porsche e Cadillac. Abbiamo i migliori produttori di auto al mondo.

Frederic Lequien, CEO del Campionato del Mondo Endurance

Nella gara di quest’anno, tutte le 62 vetture hanno utilizzato un carburante sostenibile prodotto dai residui delle bucce d’uva. I residui dell’industria vinicola vengono trasformati in etanolo, che a sua volta viene convertito in carburante. I produttori affermano che ciò riduce le emissioni di anidride carbonica del 65%.

steve mcqueen

Ma nonostante l’innovazione dei modelli, l’anima della gara è rimasta la stessa. Anche alle tre o alle quattro del mattino si sentivano gli odori dei barbecue e i tifosi ancora in giro a far festa. È stata un’esperienza liminale: i piloti stanchi sentivano le scintille di quando un’auto raschiava sull’asfalto, assaggiavano la polvere alzata dalle auto e ne annusavano i fumi. Nella fitta foresta accanto a Mulsanne si poteva sentire il ronzio lontano dei motori che risuonavano tra gli alti alberi. Un rumore che, nel bene o nel male, è rimasto stesso: il crepitio del motore in sovralimentazione.

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