tifosi germania diritti tv
Renate Feil/MIS/IMAGO

La vittoria dei tifosi

I tifosi, per una volta, hanno vinto. Dopo settimane di proteste plateali, il cui apice sono state le partite sospese dopo il lancio dagli spalti verso il campo di monete di cioccolata e centinaia di palline da tennis, la DFL (la Lega di Calcio tedesca) ha deciso di abbandonare il progetto di sviluppo del sistema dei diritti tv internazionali, che prevedeva l’ingresso di fondi privati all’interno del sistema calcio. È stato Hans Joackim Watzke, supervisore della commissione di vigilanza della DFL e CEO del Borussia Dortmund, a presentarsi di fronte alla telecamere per dichiarare che l’accordo era saltato:

Alla luce di quanto è successo, non ci sembra più possibile proseguire positivamente con questo progetto. Questo lo diciamo anche se c’è un’ampia maggioranza dei club che è a favore di un partnership strategica come questa. Però non possiamo proseguire perché il calcio professionistico tedesco è attraversato da divisioni molto forti tra le sue varie componenti, che non riguarda solo le diverse posizioni che i club hanno tra loro, ma anche quelle dei calciatori, degli allenatori, dei dirigenti e dei tifosi. Per evitare che sia impedito il corretto svolgimento delle partite dobbiamo fare un passo indietro.

Una vittoria totale per la protesta e per i gruppi ultras che l’hanno guidata, ma perché i tifosi tedeschi si sono opposti in modo così forte a questo accordo? 

L’accordo messo sul piatto da DFL e CVC – società di private equity che già gestisce i diritti tv per conto di Liga e Ligue 1 – prevedeva da parte di quest’ultima un investimento di circa un miliardo di euro in marketing digitale. L’obiettivo era quello di aumentare il valore dei diritti tv internazionali della Bundesliga. In cambio CVC avrebbe avuto diritto all’8% dei ricavi generati da tali diritti per 20 anni. L’accordo è stato inizialmente votato da 24 dei 36 club che compongono la DFL a scrutinio segreto lo scorso 11 dicembre, ottenendo poi la maggioranza dei due terzi necessaria per dare al consiglio esecutivo il mandato di negoziare e concordare un accordo con CVC. Un evento che alle nostre latitudini sarebbe stato celebrato con titoloni sui giornali, talk show dedicati in prima serata, decine se non centinaia di influencers che avrebbero fatto contenuti digitali per festeggiare e così via. 

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Renate Feil/MIS/IMAGO

Non possiamo però dimenticarci che il calcio tedesco ha una struttura molto diversa dal nostro. In Germania infatti le società di calcio sono associazioni polisportive dilettantistiche che appartengono almeno per il 50+1 delle azioni direttamente ai tifosi, con poche eccezioni. Per fare alcuni esempi, da una parte ci sono società come il SC Freiburg o la 1. Fußballclub Union Berlin che sono al 100% in mano dei tifosi – si paga una quota annuale e si ha diritto di parola e di voto all’assemblea annuale in cui si decide la strategia economica del club riguardante prezzi dei biglietti, sponsor, costo delle maglie e tutto quello che riguarda la vita economica della propria squadra – dall’altra invece ci sono situazioni come quella del RB Leipzig che sono al 49% in mano alla Red Bull.

Di questo accordo i tifosi tedeschi temevano che l’ingresso di un fondo privato nel sistema sarebbe stato in grado di influenzare il loro modo di vivere lo stadio, cambiando prima di tutto gli orari delle partite, che sarebbero state riprogrammate per soddisfare le esigenze degli spettatori televisivi internazionali a spese di chi va allo stadio. Probabilmente hanno guardato oltralpe e hanno visto come in Italia si giochi in pratica a qualsiasi ora torni comodo alle tv e non a chi assiepa le gradinate delle partite. A questo va aggiunto che CVC è legata al PIF – il fondo monetario del governo saudita – e questo ha fatto pensare agli stessi tifosi che l’approdo in Germania potrebbe portare a mettere in discussione il sistema del 50+1, che è l’argine per la commercializzazione totale del calcio tedesco. Però, come scrive Matt Ford nel suo articolo su dw.com, l’attacco al 50+1 non è che all’inizio, dato che è stato messo sotto osservazione dalla Corte Europea di Giustizia, perché creerebbe un monopolio e sarebbe contro le leggi del pubblico mercato. I tifosi tedeschi hanno vinto il primo round, ma devono essere pronti per i prossimi che verranno, perché la tempesta del liberismo sfrenato non è più così lontana.

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