clamoroso al cibali

Clamoroso al Cibali!

Domenica 4 Giugno 1961, stadio Cibali di Catania. Davanti a 30.000 spettatori si sta disputando la partita Catania – Inter, ultima di campionato. La squadra meneghina si trova seconda a sole due lunghezze dalla Juventus. Il campionato è ancora tutto da giocare (l’Inter deve recuperare lo scontro diretto con la Vecchia Signora n.d.r.), ma la partita con gli etnei non preoccupa più di tanto, tenuto conto dei precedenti risultati sul campo. I pronostici danno per scontato la vittoria della squadra milanese contro un Catania ormai vinto. Ma la squadra siciliana cova un desiderio di rivalsa verso l’Inter dopo la partita del 29 Gennaio, persa 0 – 5, con ben 4 autogol e soprattutto, dopo le parole al vetriolo di Helenio Herrera che definì i giocatori catanesi dei postelegrafonici! In un clima di fuoco come questo, la squadra siciliana è pronta a gridare vendetta, terribile vendetta, con il grido all’unisono Giocheremo fino alla morte!

L’Inter parte in un certo senso svantaggiata, almeno psicologicamente, affranta dalla vittoria annullata contro la Juventus e demoralizzata dal fatto di essersi ritrovata all’improvviso al secondo posto in classifica. Allo stesso tempo, non percepisce alcuna preoccupazione con la squadra catanese, il cui percorso nello scudetto è ormai concluso. La Beneamata è convita di trovarsi di fronte una compagine non temibile e senza alcuna ambizione di classifica. Grave errore. Il Catania parte all’attacco e al 25° minuto sorprende l’intero stadio con una prima grande rete di Mario Castellazzi. Da quel momento, la pazza Inter, presa alla sprovvista, reagisce timidamente, ma per tutto l’incontro subisce il gioco degli etnei. La partita termina con un risultato 2 – 0 per il Catania, grazie al goal, al 70° minuto dell’attaccante argentino Calvanese.

Ed è qui che la partita, già storica di per sé, diventa epica. Il celebre radiocronista italiano Sandro Ciotti, durante la diretta radiofonica per Tutto il Calcio Minuto per Minuto, progenitore dei moderni format calcistici televisivi, pronuncia quella che diventerà l’Esclamazione per antonomasia: «Clamoroso al Cibali!».

Era il 1961, Jurij Gagari era appena andato nello spazio, John Kennedy era diventato il 35° presidente degli Stati Uniti d’America, Peter Benenson fondava Amnesty International e Bob Dylan debuttava al Greenwich Village. Eppure chiudendo gli occhi e ripensando a quell’anno straordinario ancora riecheggia nella nostra memoria la voce roca di Sandro Ciotti. In un’epoca storica come la nostra, in cui tutto è veloce e in rapido mutamento, il ricordo di una partita come questa è la certezza che ancor oggi chi ama lo sport si sente partecipe di un immaginario comune, fatto di entusiasmo e di fede calcistica. Sono frasi ed esclamazioni impresse nella memoria che ancora riaffiorano a farci sentire vivi.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<