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Nadia Comăneci, la libellula dei Carpazi

Nadia Comăneci è stata probabilmente la più grande ginnasta del XX secolo, eppure dietro la sua eleganza e la sua pacatezza si nasconde una storia di violenze, abusi e rivincite. Una storia che coincide con l’ascesa e il declino del regime dittatoriale di Nicolae Ceaușescu

Nel 1955 con il Patto di Varsavia i Paesi comunisti del Blocco sovietico formarono un’alleanza militare in contrapposizione all’Alleanza del Patto Atlantico (NATO). In quello schieramento socialista figurava anche la Romania di Ceaușescu. Il leader rumeno divenne al tempo stesso scomodo per l’Unione Sovietica e molto popolare in patria grazie alla sua politica di rifiuto della sovranità limitata che sfidava la supremazia dell’Unione Sovietica e condannava lo sfruttamento di tipo neo-coloniale subito dalla Romania, attuato anche attraverso le famigerate SovRom (imprese rumene detenute al 50% dall’Unione Sovietica). Ma sotto l’enfasi patriottica si nascondeva un regime violento e intollerante. Il “Condottiero”, come si definiva Ceaușescu, era un megalomane pazzo che aveva creato un culto della personalità grazie anche all’aiuto dei poeti della cultura del proletariato (Proletkult). Aspirava perfino a vincere il Premio Nobel per la Pace. Ed in questo contesto nel 1961 in una cittadina della Moldavia, nacque Nadia.

Nicolae Ceaușescu
Nicolae Ceaușescu, ha governato la Romania dal 1967 al 1989

All’età di sei anni il suo talento venne scoperto da un allenatore di ginnastica artistica, Béla Kàrolyi, che la iscrisse nella palestra che gestiva insieme alla moglie Marta. Qui Nadia cominciò a dedicarsi con abnegazione a questa disciplina. Partecipò alla sua prima gara nel 1969, arrivando 13esima. Non si abbatté e l’anno successivo partecipò ad un torneo a squadre, vincendo e aggiudicandosi  il titolo di miglior atleta rumena. Da lì in poi fu un’escalation di premi e vittorie. Nel 1973 vinse la medaglia d’oro nel volteggio e nelle parallele asimmetriche. Due anni dopo partecipò ai Campionati del Mondo di ginnastica artistica in Norvegia in cui vinse l’oro in ogni disciplina ad eccezione per le esibizioni a corpo libero in cui vinse l’argento. La fortuna di Nadia fu quella di possedere un corpo esile e una bassa statura con cui riusciva a fluttuare nell’aria come nessun’altra. Il tutto però, era accompagnato da sessioni di allenamento estenuanti e da una dieta ferrea. Divenne così l’orgoglio nazionale, attirando sempre di più l’attenzione del Condottiero che vedeva in lei un altro tassello per la propria affermazione.

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Ma Nadia fu notata anche da Nicu, il figlio del dittatore, un uomo violento che sperperava le finanze pubbliche nel gioco d’azzardo e in droghe. Si racconta che per pagare un debito di gioco a Las Vegas utilizzò come garanzia un allevamento di cavalli che appartenevano al Partito Comunista (l’allevamento Jegalia). Nicu costrinse Nadia a diventare una delle sue amanti, subendo ogni tipo di violenza, sia fisica che mentale. Più il tempo passava più le sevizie diventarono insopportabili e Nadia iniziò a sfogarsi con il cibo e arrivò a tentare il suicidio, bevendo ipoclorito di sodio. Verso la fine degli anni ’80, allo stremo delle forze, decise di abbandonare la carriera da ginnasta. Erano gli anni in cui Michail Gorbačëv in Unione Sovietica portava avanti le riforme legate alla Perestrojka e alla Glasnost. Anni in cui la Romania viveva in uno stato di miseria esasperante e la dittatura si scioglieva come neve la sole. Erano gli anni in cui la Romania si rivoltò contro il suo leader. Ceaușescu dopo un tentativo di fuga venne catturato e giustiziato qualche giorno dopo insieme alla moglie. Nicu venne arrestato e morì da solo in piena povertà. In un Paese messo a ferro e fuoco, in cui il caos governava in ogni strada, Nadia scappò verso l’Ungheria, a piedi. Un lungo cammino fino al confine dove con l’aiuto di un amico intraprese un viaggio per gli USA. Lì chiese asilo politico e conobbe una persona che le offrì il suo aiuto. Lei accettò e fu l’inizio di un nuovo inferno. Venne di nuovo maltrattata e perseguita fino a quando in un programma televisivo incontrò Bart Conner. I due si erano già conosciuti alla fine degli anni ’70 durante un’esibizione al Madison Square Garden. Strinsero una forte amicizia e Bart l’aiutò a liberarsi di quell’uomo violento e manipolatore. Insieme aprirono una scuola di ginnastica e qualche anno dopo convogliarono a nozze in diretta televisiva. Oggi Nadia è ancora unita in matrimonio con Bart, hanno avuto un figlio e continuano a gestire la palestra. Nadia è anche vicepresidente dell’associazione “International Special Olympics” e ambasciatrice dello sport della Romania.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<

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