Claressa Shields Getty Images

Claressa Shields: confessioni di una campionessa dal passato oscuro

Claressa Shields cammina per la sua città natale di Flint, Michigan. I cani che abbaiano sono la colonna sonora di un percorso lungo una strada che porta il suo nome. Mentre cammina, Shields, che alcuni considerano la miglior pugile di tutti i tempi, riceve i saluti da entrambi i lati della strada. La ventottenne è una leggenda a Flint, una città che ha bisogno di un eroe, di un sostenitore e di un portavoce più di molte altre. Nata con la General Motors, Flint, era conosciuta come Vehicle City, ma con il declino dell’industria automobilistica americana, sono crollate anche le fortune della città. La popolazione di questa città del Michigan è ora la metà di quella che era nel suo periodo d’oro negli anni Sessanta. Nel 2014 la decisione di tagliare i costi nella fornitura dell’acqua, passando dal rifornimento del Lago Huron a quello del fiume Flint, inquinato da decenni di pesante industria, ha avuto conseguenze disastrose, esponendo la popolazione all’avvelenamento da piombo e trasformando il colore dell’acqua del rubinetto in varie tonalità di marrone e giallo. L’acqua potabile della città è ora considerata sicura, ma la città no, con una criminalità violenta che è quasi quattro volte la media nazionale degli Stati Uniti.

Shields continua a camminare e parlare. È convita che la sua storia irta di difficoltà, esposta e resa pubblica, possa aiutare gli altri. E la crisi dell’acqua di Flint non è stata di certo la prima sfida della sua vita.

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All’inizio pensavo che il mio scopo fosse essere solo una grande pugile. Ma Dio voleva che fossi una grande pugile e che raccontassi la mia storia perché poteva salvare tante vite.

Shields è una narratrice naturale. Sa usare le parole, ha una storia e il coraggio di raccontarla, come dimostrato nel programma Born to Brawl della BBC. E a differenza di molti dei suoi colleghi sia nel pugilato femminile che in quello maschile, la sua narrazione ha profondità. Profondità indicibili.

Dall’età di cinque anni ha subito abusi sessuali.

Parlo dall’età di cinque anni, quando sono stata violentata. Avevo difficoltà nel liguaggio, non riuscivo nemmeno a parlare fino a circa sei anni e ho balbettato fino a nove anni. Flint ha costruito in me quell’atteggiamento di non mollare mai. Ricordo da bambina questa ragazza che mi inseguiva a casa da scuola. Sono corsa in casa e mia madre era come, ‘Che succede?’ E io ero tipo, ‘Queste ragazze stanno cercando di picchiarmi’. E lei disse, ‘Domani quando vai a scuola, devi picchiare ognuna di loro!’

Suo padre è stato arrestato quando lei aveva due anni ed è stato rilasciato solo quando ne aveva nove. Sua madre era un’alcolizzata; Shields ha parlato delle sue assenze intermittenti e inspiegate, e della continua ricerca di soldi. Ricorda di aver saltato i pasti affinché i suoi fratelli potessero mangiare.

Dovevamo passare alcuni giorni a digiuno e non avevo un letto in cui dormire. Una cosa che ho fatto quando ho vinto le Olimpiadi, la prima cosa che ho fatto è stata comprarmi un letto.

Ma, nonostante quelle esperienze, Shields non si è fatta assorbire dalla disperazione.

Ci sono così tanti ragazzi che stanno passando cose simili a quelle che ho passato io. E si sentono senza speranza. Ma Dio voleva che usassi la mia storia per raccontarla. Così possono vedere. Guarda, io ce l’ho fatta, anche voi potete farcela. Non augurerei a nessuno di passare quello che ho passato; è così brutto.

La due volte medaglia olimpica e campionessa indiscussa dei pesi medi è schietta, diretta. Racconta il suo passato con fredda lucidità, ma anche con speranza e buon umore.

Se c’è una ragazza che pensa di potermi battere, meglio che si svegli e smetta di sognare.

In lei c’è un concentrato di opposti; la famosa citazione di Walt Whitman (“Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo enormità.”) trova una nuova forma di rappresentazione: il luccichio della ribalta si mescola al disagio della sua città, la semplicità dello sport si mescola alla complessità sociale della povertà e della violenza, il sostegno alle campagne femministe si scontra con il desiderio di salire sul ring e picchiare le avversarie. I successi di Londra 2012 e Rio 2016, oltre che dei due campionati del mondo, sono inevitabilmente legati alla sua città. Flint definisce Shields. Nel bene e nel male. Nella settimana delle riprese per il programma della BBC, Claressa si è lasciata andare a conversazioni, interviste e ricordi. Ma ciò che sintetizza meglio i suoi 28 anni, i suoi successi e in generale l’essere donna in quest’epoca, la nostra epoca, è nella sua frase di saluto:

Penso sempre al ragazzo che mi ha attaccato quando ero più giovane. Non poteva neanche distruggere mentalmente una bambina di cinque anni. Mi ha attaccato, mi ha abusato e sono comunque riuscita ad andare avanti bene. Deve essere brutto per lui.

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