Annika Sieff
Annika Sieff, stella della nazionale italiana. La disciplina, che unisce trampolino e fondo, ha già debuttato alle Olimpiadi juniores e sarà ai Giochi invernali dal 2026.

La nazionale della quale non sapevate di avere bisogno

Tesero – Frazione Lago, 16 febbraio 2026. Si fa la storia alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La nazionale italiana di combinata nordica conquista un’ incredibile quanto clamorosa medaglia d’oro nella gara mista a squadre. Sfruttando un errore grossolano di Gyda Westwold Hansen, la norvegese più forte sul trampolino e favorita sulla carta alla vigilia,  ottimizzando gli ottimi salti di Veronica Gianmoena ed Annika Sieff, già bronzo nella gara femminile individuale, e, infine, concludendo con una prestazione maiuscola sugli sci stretti dell’inossidabile veterano Alessandro Pittin (di nuovo su un podio a cinque cerchi a distanza di ben 16 anni da Vancouver 2010), abile a rintuzzare la rimonta del norvegese Riiber e dell’austriaco Lamparter, il quartetto azzurro, completato da Aaron Kostner, di fronte ad un estasiato pubblico di casa, conquista il massimo allora in questo particolare format gara, al suo esordio nel programma olimpico

Il lettore di queste righe, dopo avere letto questa iper-dettagliata precognizione, probabilmente penserà ad una qualche follia di un qualche oscuro fanboy degli sport invernali (e, in effetti, più o meno, proprio di questo si tratta visto l’aiuto che il sottoscritto autore ha ricevuto dal competente e bravo Matteo “Thor” Gaiani): e tuttavia, quanto scritto potrebbe non allontanarsi di troppo dalla realtà. Ma andiamo per ordine.

nazionale italiana femminile di combinata nordica

La combinata nordica – sport affascinante particolarmente seguito in Norvegia, Germania, Austria e con diversi appassionati anche in Giappone e Francia – è composta da due discipline alquanto antitetiche: da una parte il salto con gli sci, dove reattività ed esplosività la fanno da padrone, e dall’altra lo sci di fondo, dove risultano invece fondamentali le capacità aerobiche e di resistenza veloce. La competizione in sé, dopo la “rivoluzione” del 1985, è strutturata con il cosiddetto metodo Gundersen (dal nome dell’inventore, Gunder Gundersen – toh, un norvegese). Si parte con la manche di salto e la classifica parziale che ne conseguirà verrà presa come base per la gara ad inseguimento della frazione di fondo: il migliore saltatore partirà per primo, seguito (o meglio, inseguito) da tutti gli altri concorrenti, staccati di 4 secondi per ogni punto di differenza accusato nella manche di salto. Molto semplicemente, e ciò è garanzia di grande spettacolo, chi taglia per primo il traguardo è incoronato vincitore.

Annika Sieff
Annika Sieff, stella della nazionale italiana. La disciplina, che unisce trampolino e fondo, ha già debuttato alle Olimpiadi juniores e sarà ai Giochi invernali del 2026.

La disciplina in questione, al pari del salto con gli sci (e anche come il salto con l’asta o il lancio del martello), è stata appannaggio dei soli atleti maschi fino a pochi anni or sono, ma ai recenti Campionati Mondiali di Sci Nordico tenutesi a Oberstdorf, in Baviera, le donne hanno fatto il loro ingresso ufficiale nel programma agonistico più importante organizzato dalla FIS, la Federazione Internazionale dello Sci. Si è trattato di un’anteprima storica nella quale la nazionale italiana ha ottimamente figurato. Alla kermesse iridata le combinatiste azzurre hanno portato a casa, nell’unica gara disputata, ovvero l’individuale (salto dal trampolino normale e 5 km di fondo), due posizioni nella top ten, grazie al 6° posto della già citata fiemmese Annika Sieff (2003) e al 7° della gardenese Daniela Dejori (2002). E peccato per gli infortuni: l’altra gardenese Lena Prinoth (2003), comunque 22° al traguardo, tornava alle gare dopo ben due anni di stop a causa di un grave infortunio alla schiena, mentre la “veterana” del gruppo, Veronica Gianmoena (compaesana della Sieff e classe 1995), mercè un recente infortunio occorsole poco prima dei Mondiali, non ha nemmeno preso il via in Baviera dove avrebbe potuto puntare ad un piazzamento tra le prime 5.

La combinata nordica – sport affascinante particolarmente seguito in Norvegia, Germania, Austria e con diversi appassionati anche in Giappone e Francia – è composta da due discipline alquanto antitetiche: da una parte il salto con gli sci, dove reattività ed esplosività la fanno da padrone, e dall’altra lo sci di fondo, dove risultano invece fondamentali le capacità aerobiche e di resistenza veloce.

Ecco che, acciacchi a parte, è facile comprendere come la nazionale femminile italiana, nel momento in cui la FIS prevedesse una competizione a squadre, potrebbe puntare comodamente al podio, e pure a impensierire le norvegesi, monopolizzatrici delle prime tre posizioni ad Oberstdorf. Insomma, si tratta di ragazze ancora molto giovani (ma con già una discreta esperienza sulle spalle) e soprattutto vincenti e coraggiose. La Federazione Internazionale dello Sci ha già fatto sapere che l’esperimento avrà un seguito sicuro: la Coppa del Mondo ha vissuto già la sua prima edizione quest’inverno ed è stata vinta dalla statunitense Tara Geragthy-Moats, e verrà ampliata a partire da dicembre prossimo. Inoltre, ai prossimi mondiali di sci nordico del 2023 che si disputeranno in terra slovena a Planica si disputerà la prima edizione della staffetta mista: due uomini e due donne, con quattro salti dal trampolino normale e quattro frazioni sugli sci da fondo. Ecco che, rispetto all’incipit di questo spot pubblicitario a favore di questa semisconosciuta disciplina nordica, il cerchio si è chiuso. O, per meglio dire, si sta avviando alla chiusura.

Conoscendo il Comitato Olimpico Internazionale e la sua politica di “massima inclusione”, volta ad aumentare il più possibile le competizioni dove maschi e femmine gareggiano insieme, l’ingresso della staffetta mista alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 può essere dato per quasi certo. In ogni caso le nostre ragazze, da subito così in alto nelle gerarchie mondiali, potranno puntare al podio nella gara individuale già a Planica 2023, ma il nostro “sogno”, appunto, è quello di una medaglia olimpica in casa, sulle nevi della Val di Fiemme. La staffetta femminile probabilmente non sarà in programma e così nella gara a squadre mista occorrerà un valido contributo da parte dei nostri uomini con il veterano Alessandro Pittin (Tolmezzo, 1990), bronzo olimpico in Canada nel 2010 ed argento ai Mondiali del 2015, e Aaron Kostner (Vipiteno, 1999), atleta sempre più continuo, che potrebbero essere gli atleti giusti per la coronazione di questa impresa. Due “valletti” necessari a completare un successo che necessariamente dovrà essere a trazione “rosa”.

combinata nordica

Da parte sua la F.I.S.I., Federazione Italiana degli Sport Invernali, pare avere ben investito sulla disciplina e, soprattutto, sulla nazionale femminile, sfruttando gli impianti di Predazzo e del Monte Pana (nei pressi di Santa Cristina di Val Gardena). Ed inoltre, il 13 marzo scorso è giunta la notizia che la combinata nordica femminile è entrata nei concorsi dei corpi sportivi con un posto a disposizione per una delle nostre atlete. Un ottimo viatico, specie per chi deve potere programmare a lungo termine con serenità. Ma non basta: le risorse necessarie sono in realtà molte di più, specie per uno sport particolare come la combinata. Ed ecco che non si poteva che terminare questo piccolo pamphlet con un appello accorato. Le destinatarie di questa chiamata non possono che essere le imprese di casa nostra. Si badi bene, non siamo in Coppa America o in Formula 1; le cifre in ballo sono relativamente modeste: ma volete mettere la soddisfazione (e la visibilità) di potere mostrare il vostro marchio sull’abbigliamento di quattro future atlete, giovani, vincenti ed olimpioniche?

Pertanto, se la vostra impresa ha necessità di rendersi visibile specie nei mercati tedesco ed austriaco (in Germania la combinata nordica viene trasmessa regolarmente in diretta su Das Erste e ZDF, le equivalenti delle nostrane Rai 1 e Rai 2, con ottimi ascolti) non ci pensate troppo e contattate, il sottoscritto e Matteo “Thor” Gaiani. Noi alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 a tifare la nazionale di combinata nordica ci saremo (non in Piazza Duomo per gli eventi collaterali, ma proprio in Val di Fiemme): e voi?

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<