Celestino Vietti Ramus

#OneToOne: Celestino Vietti Ramus

Siamo in ritardo. I ragazzi sono da Vale“. Il messaggio di Laura è chiaro. Lo Sky Racing Team VR46 è a rapporto dal capo, Valentino Rossi. Vuole sapere tutto del weekend di gara appena passato e di quello che attende i giovani piloti dell’Academy. Tra loro c’è anche il più giovane, soprannominato l’uomo dei perché per la sua estrema curiosità, Celestino Vietti Ramus. Quest’anno è al debutto in Moto2, dopo una buona stagione nella categoria più leggera che in questo 2021 avrebbe potuto dominare: “Mi è rimasto in gola il fatto di non potermi giocare il campionato fino alla fine, ma diciamo che non ho voluto tornare sui miei passi. Avevo scelto e sono andato avanti. Non ho rimorsi“.

Al debutto in Qatar è arrivato a punti, ma Celestino sa che nella seconda parte di stagione può giocarsi qualcosa di più. Chissà se riuscirà a imparare e migliorare, magari seguendo i consigli di Franco Morbidelli, il suo nuovo mentore: “Morbido è un bel punto di riferimento. Lo stimo e cerco di rubare il più possibile“.

Cosa vi ha detto Vale?

Lui ci chiede com’è andato il weekend scorso, le sensazioni e poi ci dà un po’ di consigli su qualcosa che vede lui da fuori. E poi durante il weekend di gara ci manda qualche messaggio per darci altri consigli sul come affrontare la gara.

Sei nell’Academy dal 2015. In che cosa ti senti cambiato in questi anni?

La mia vita è cambiata da quando sono al mondiale. Sono andato a vivere da solo a Tavullia, lasciando la famiglia a casa mia. E un po’ mi dispiace non essere con la mia famiglia tutti i giorni, ma mi ha dato anche tanto perché sono cresciuto come persona. È un sacrificio, ma allo stesso tempo una cosa bella. Quando c’è un problema adesso lo affronto, provo a risolverlo. Prima era un “capriccione”, mi arrabbiavo. Ero un testone. Adesso se c’è un problema, lo trovo e provo a risolverlo.

C’è un pilota dell’Academy da cui cerchi di rubare di più?

Tutti hanno un pregio che vorrei, ma se devo sceglierne uno da seguire a me piace molto Franky (Morbidelli, ndr). Lo seguo molto, mi piace com’è. Lui è uno che stimo tanto, mi piace stare con lui, vedere che cosa fa e come lo fa. Cerco di rubare qualcosa da lui, ma sono tutti dei grandi atleti. Però, Morbido è un bel punto di riferimento. Anche come gestisce il weekend di gara, la pressione, il momento difficile, ha un modo tutto suo e mi piace.

So che non hai un gran rapporto con le interviste.

Devo essere sincero? No. Non mi piacciono molto. Anche quando devo fare le foto per il team, robe così, mi annoio. Non mi affascinano ‘ste cose, anche perché poi non sono uno che viene bene nelle foto e quindi, meglio di no. Preferisco andare in moto.

Celestino Vietti Ramus

Hai cambiato look.

Non sapevo come fare sti capelli. Ho iniziato a farli crescere e son venuti così, un po’ ricci. Adesso che posso li tengo lunghi anche perché prima o poi cascheranno.

Tu e Bez vi ritrovate dopo un po’ di tempo. Che rapporto hai con lui?

Con Marco ci conosciamo da sempre. Lui è sempre stato un passo avanti a me. Quando io ero al CIV, lui era al CEV. Poi quando son salito al CEV lui è andato al Mondiale. Insomma, sempre così e ci siamo trovati adesso. Ci divertiamo. Io e Bez facevamo sempre un gran casino nel paddock. Bici, scooter, casini, ci facevamo sempre male. Adesso non si può. Bisogna fare tutti i seri, se facciamo casino adesso ci sono problemi, prima potevamo fare le ragazzate.

Tutti hanno un pregio che vorrei, ma se devo sceglierne uno da seguire a me piace molto Franky (Morbidelli, ndr). Lo seguo molto, mi piace com’è. Lui è uno che stimo tanto, mi piace stare con lui, vedere che cosa fa e come lo fa.

Tu che sei l’uomo dei perché, ti chiedo perché non sei rimasto in Moto3 per puntare al titolo?

Allora (sospira). L’idea è nata a metà dell’anno scorso. Stavo guidando bene, andavo meglio e sembrava che il campionato fosse riaperto. Diciamo che a metà anno bisogna iniziare a decidere delle cose per la stagione nuova. E sia per una questione fisica, stavo iniziando a diventare più grande, sia perché era un anno buono, abbiamo pensato insieme alla squadra di andare in Moto2. Poi alla fine ho fatto un po’ di errori che mi sono costati tanto e non è andata come avrei sperato, però ormai la decisione era stata presa e non ho voluto ripensarci. Mi è rimasto in gola il fatto di non potermi giocare il campionato fino alla fine, ma diciamo che non ho voluto tornare sui miei passi. Avevo scelto e sono andato avanti. Di certo, mi sarebbe piaciuto rifare un anno lì davanti. Forse però un anno in più con tanta pressione mi avrebbe mandato fuori strada. Sono contento di quello che abbiamo fatto e non ho rimorsi.

Prime differenza tra Moto2 e Moto3?

Non devi sbagliare niente. Ci vuole più ritmo, più precisione. Nella Moto3 se vai un po’ più piano, con la scia ti riattacchi al gruppo. Nella Moto2 devi essere costante. Non serve fare un tampone e poi calare, ma sta tutto nella costanza. È molto più facile fare errori. Non è una moto semplice, servono accorgimenti nella guida. La Moto2 è meno frenetica e serve più concentrazione.

Celestino Vietti Ramus

Quando fai un sorpasso, magari come quello di Montmelò 2019, è più istinto o più ragionamento?

Direi fifty-fifty. Perché sicuramente lo devi pensare, lo devi preparare, ma allo stesso tempo quando ti trovi nella situazione lo devi fare. Devi far andare l’istinto e dire “o mi butto, o mi butto“. Non ci sono alternative. Quei sorpassi lì ti regalano tanto, ma possono anche toglierti tanto perché se scivoli fai la figura del pollo. Se stai troppo a ragionare magari poi non lo fai o lo fai ma non sei convinto. Va preparato e poi fatto, subito.

Quali sono i tuoi obiettivi? Dove ti vedi?

Io sono contento del debutto, anche perché nei test ero molto distante, ma durante il weekend abbiamo fatto dei bei passi in avanti. Sono contento. Io sono molto cauto, preferisco non espormi troppo, ma spero che da metà stagione in poi possa fare un po’ di risultati positivi, di poter lottare coi primi. È anche un modo per migliorare velocemente.

Di certo, mi sarebbe piaciuto rifare un anno lì davanti. Forse però un anno in più con tanta pressione mi avrebbe mandato fuori strada. Sono contento di quello che abbiamo fatto e non ho rimorsi.

Quando hai visto in calendario il Mugello cosa hai pensato?

Il Mugello è il Mugello. È speciale. Sperando che ci possa essere il pubblico. È una festa continua. Spero che sia come il 2019, che è stato bellissimo. Senti un calore dagli spalti che è bellissimo. Comunque, già poterci correre è tanto, speriamo ci sia anche il pubblico.

Situazione sentimentale? Eri fidanzato, ma con riserva.

Sì, con quella ragazza non è finita bene. Però, adesso sono fidanzato con un’altra sempre di Torino e sono molto contento.

Vabbé, però una domanda te la faccio lo stesso: meglio vincere al Mugello o una cena con Diletta Leotta?

Scelgo il Mugello perché una vittoria è una vittoria, ma se vinci al Mugello hai più chance di uscire a cena con Diletta Leotta o un personaggio del genere (ride, ndr). Devo iniziare a vincere.

Celestino Vietti Ramus

Oltre alle moto cosa ti piace?

Mi piace lo sport in generale, soprattutto quelli estremi o più “avventurieri”, tipo snowboard, BMX, bici da enduro, tipo downhill. Prima lo facevo tanto, adesso di meno perché sono un po’ pericolose. Le faccio d’inverno quando ho un po’ di tempo perché se mi faccio male durante la stagione c’è chi mi sgrida.

Cosa pensi dei motori elettrici?

Preferisco che la moto faccia rumore. La direzione è quella, ed è giusto per il pianeta, ma io spero di correre sempre con queste moto. Poi dopo si vedrà. Mi godo i motori.

Campione del mondo con le moto elettriche o uno dei tanti in MotoGP?

Oddio. Bè, campione del mondo è campione del mondo. Però,  preferisco la MotoGP. Piuttosto qualche risultato senza vincere, ma la MotoGP è tanta roba.

Il Mugello è il Mugello. È speciale. Sperando che ci possa essere il pubblico. È una festa continua. Spero che sia come il 2019, che è stato bellissimo.

Domande secche: ultimo libro che hai letto?

Non leggo.

Ultima serie tv?

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel. Una serie di una scomparsa di una ragazza. Molto strana, ma mi è piaciuta molto. È una storia vera.

Ultimo film?

In aereo per venire in Qatar, Pirati dei Caraibi.

Celestino, credi in Dio?

Sì. Credo. Non sono uno che va spesso in Chiesa, ma credo che ci sia qualcuno più in alto di noi che ci ha creato e, soprattutto, penso che ci sia qualcosa dopo la morte. Non sono uno fissato, ma credo.

E quando si chiude la visiera, preghi?

Spero che me la mandi buona. Mia nonna mi dici sempre di pregare prima delle gare così mi porta bene.

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Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<