calcio cryptovalute

Perché le cryptovalute scommettono sul calcio

Le cryptovalute, oggetto misterioso e ambito dagli investitori mondiali, hanno fatto capolino nel mondo del calcio ormai da circa tre anni. In Italia un paio di anni fa la famosa Digitalbits con sede alle Cayman, si è palesata fra i volti dei calciatori della Roma come sponsor ufficiale durante le interviste a fine partita. Viste le cifre tutt’altro che modeste spese dalla società americana per la squadra capitolina, a Milano l’Inter non è rimasta a guardare e ha firmato subito un contratto di sponsorizzazione per 85 milioni in 4 anni. Ma proprio quando le magliette con il nuovo sponsor erano pronte e ormai arrivavano sulle spalle dei giocatori, Digitalbits non ha concluso i bonifici promessi, creando un equivoco caso di insolvenza. Dalla società nerazzurra il caso è stato subito affrontato con grande severità, togliendo immediatamente lo sponsor digitale da tutti i cartelloni post partita, anche se non dalle magliette. 

Per le queste la faccenda si è complicata, essendo state realizzate da Nike già tutte  le nuove divise sia per la prima squadra, sia per il merchandising da vendere negli store di tutto il mondo. Il caso è arrivato sulle scrivania della AS Roma che si è detta vigile riguardo la faccenda, mentre la società nerazzurra non ha fatto nulla per nascondere il proprio disagio anche attraverso comunicati stampa infuocati. Sentiti sulla questione, i referenti italiani della società Zytara attraverso Daniele Mensi, Manager di DigitalBits, hanno fatto sapere che tutti gli impegni saranno rispettati e che la partnership sarà presto onorata come da contratto.

calcio cryptovalute

I dubbi non riguardano però solo la solvibilità degli impegni presi da Digitalbits, ma anche la modalità di rientro. Voci non confermate vorrebbero che parte della liquidità promessa all’Inter dovrebbe essere saldata in cryptovaluta. Repubblica di Venerdì 19 Agosto riportava, infatti, che anche la Roma avrebbe avuto parte delle cifre promesse in cryptovalute, notizia però smentita dalla società stessa con fermezza. Ma appare proprio questo punto un problema di fondo: si può accettare uno sponsor che si occupa di cryptovalute e poi rifiutare una delle su migliore proposte? Il dubbio è che chi firmi contratti con società di questo tipo non abbia colto fino in fondo le reali possibilità della faccenda, o al contrario che pur avendole colte si fidi a metà delle promesse digitali.

Rimangono riserve e perplessità su questa nuova avventura del calcio nel mondo immateriale della valuta digitali, ma le ragioni dell’ineluttabilità di questo legame inedito sono molte e vanno dritte alla natura sia del moderno calcio mondiale, sia della conformazione delle nuove monete. Barcellona e Real Madrid sono state a livello mondiale antesignane di questa nuova tendenza, arrivando a dare vita ad una piattaforma di servizi virtuali oltre che di transazioni vere e proprie nel mondo del metaverso. Primo tentativo, ma non unico, di creare una fan base anche di profilo economico.

Ma perché cosi tanta fiducia reciproca fra calcio e cryptovalute?

Le risposte più che nell’ambito della fiducia vanno ricercate, come già detto, nella costituzione dei due mondi. Da un lato quello del calcio che ormai è quasi inavvicinabile per molte aziende “reali”; gli sponsor faticano a stare dietro alle richieste milionarie delle società, per questa ragione molte squadre si appendono alle uniche fonti di reddito disponibile sul mercato: cryptovalute e diritti televisivi. Se il mercato dei diritti televisivi è stato ampiamente scandagliato con anche molte difficoltà, quello delle cryptovalute sembra essere il nuovo Eldorado. Quindi è facile capire perché le società di calcio non fatichino ad accettare le promesse delle aziende ditali, più complesso invece il perché le cryptovalute abbiamo interesse a farsi notare sulle magliette dei calciatori. 

Una buona chiave di lettura la offriva Andrew Michael su Forbes qualche tempo fa, spiegando che  molte società che gestiscono le cryptovalute hanno interesse ad acquisire un volto familiare, popolare, solare, affidabile. Contornate da un alone di mistero e di immaterialità, sfiduciate spesso da autorevoli economisti (vedi Mario Draghi) e, invece, sostenute da personaggi imprevedibili (vedi Elon Musk), le cryptovalute si trovano nella complessa situazione di dover essere accettate dalla massa silenziosa dei piccoli investitori per poter aumentare il proprio valore e, quindi, la propria rendita. Comparire sul bicipite di un calciatore o sul suo petto, dietro alle dichiarazioni di un mister, aiuta questa moneta impalpabile ad essere considerata di famiglia, vicina, poco misteriosa. Per le squadre di calcio, invece, le motivazioni a cedere al richiamo delle cryptovalute, va a toccare un altro aspetto importate della costituzione del calcio stesso: il carattere social di questa nuova forma di investimento. La possibilità attraverso lo smartphone di spostare capitali anche piccoli, quindi accessibili a tutti, diventa un invito a fidelizzare il proprio pubblico calcistico anche su questioni di affari e risparmio. Si consideri le già (quasi) vetuste piattaforme di investimento virtuale come EToro o Plus500. I ticket di accesso sono bassissimi, circa mille euro, ma la possibilità per i piccolissimi investitori di far parte del mondo globale degli affari è davvero molto invitante. Pensiamo a cosa potrebbe succedere nella mente di un piccolo investitore se a proporgli di entrare in affari fosse il suo attaccante preferito o il suo mister di fiducia? Si ingenererebbe un circolo di fiducia che fidelizzerebbe oltre al tempo, anche il portafoglio degli appassionati di calcio. 

calcio cryptovalute

Dobbiamo ancora pensare al club di Barcellona come anticipatario del futuro per capire la faccenda. Oltre ad aver appena firmato un contratto quadriennale di sponsorizzazione con Spotify, società che di immaterialità se ne intende, Laporte, presidente del catalano, ha aperto le proprie porte ai piccoli sostenitori rendendo ancora più agevole diventare un socio del Barcellona. Vale la pena di ricordarlo, il Barça con circa 223.000 soci costituisce il più grande esempio di azionariato popolare nel mondo del calcio. Azionariato popolare che grazie alla presenza delle monete digitali può diventare davvero importante nei conti generali. Ricordiamo che il Barça da anni non naviga in buone acque, ma grazie alla visione di nuove vie il club è potuto rimanere a galla, rendersi competitivo e addirittura riuscendo a farsi prestare da Goldman Sacks 600 milioni di euro per ammodernare il nuovo stadio. 

Le possibilità per i due mondi di crescere insieme quindi non mancano, anzi alcune strade già si intravedono chiaramente. Gianluca Comandini intervistato su Calciomercato.com, spiegava come le valute digitali possono entrare a pieno titolo tra le logiche del calcio per ben due fattori. Il primo è che la moneta digitale potrebbe ovviare al problema della tracciabilità, quindi rendendo tutte le transazioni trasparenti e riconoscibili. Effetto non di seconda importanza se la profezia fosse vera, perché avremmo ovviato ad un problema etico non indifferente: da dove arrivano e come si muovono i soldi nel calcio?

Altra questione apparentemente visionaria che pone Comandini è quella dell’intervento interattivo che potrebbero avere i tifosi con le proprie squadre di calcio attraverso la logica dei token. Comandini spiega che in futuro non molto lontano i tifosi potrebbero acquistare i token di un singolo giocatore emergente scommettendo su di lui: nel caso di buoni risultati del giocatore stesso i profitti andrebbero dritti nelle tasche dei singoli sostenitori oltre che delle società. Un modo di trasformare il calcio, frazionandolo in singoli token, che porterebbe le logiche di investimento ancora più vicine ai piccoli investitori e supporter. 

Tornando invece al punto iniziale contestato da Roma e Inter, in futuro le sponsorizzazioni potrebbero diventare forme di investimento multiple: non ti pago per la squadra che hai, ti do dei titoli che dovranno crescere insieme. Insomma una forma di sponsorizzazione più legata al bene comune da raggiungere che allo status quo delle formazioni sulla carta. Questa nuova formula potrebbe spaventare i lussuosi club europei, soprattutto quelli padronali italiani, ma potrebbe essere la vera svolta di un calcio che deve rincorrere se stesso per migliorarsi. In questo va segnalato ovviamente che le società più ricettive di queste nuove forme di investimento sono proprio la Roma a guida americana e l’Inter a guida cinese, guarda caso. Se la cryptovalute sono ancora avvolte da un alone di mistero, di certo buona parte del mondo del calcio è pronto a vincere questi timori, con la prospettiva di avvicinare ancora di più le squadre ai propri fan, e nel frattempo di arare un campo che si prospetta ricco di frutti. 

About

Essere gentleman non è una moda, è uno stile. É il nostro modo di stare al mondo. Continua a leggere

Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri. Vujadin Boskov<